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Manovra tra 27 e 30 miliardi. Pensioni: spunta opzione part time

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ROMA (WSI) – In arrivo l’opzione part time per gli over 63 vicini alla pensione. Scartata così l’ipotesi del prestito previdenziale, nella prossima Legge di Stabilità ancora al vaglio dei tecnici potrebbe rientrare una nuova tipologia di flessibilità in uscita.

L’ipotesi sul tavolo prevede per i lavoratori prossimi alla pensione, che dal 2016 al 2018 maturano i requisiti previsti, la possibilità di scegliere il part-time al 60-40%, con il versamento dei contributi da parte del datore di lavoro in busta paga, mentre per quelli figurativi ci penserà direttamente lo Stato.

Ma il dossier pensioni nella prossima Legge di Stabilità dovrebbe completarsi anche della nuova e ultima salvaguardia per i lavoratori esodati, coloro che per effetto della riforma Fornero sono rimasti senza pensione e senza stipendio, nonché della cosiddetta opzione donna.

Tra le altre misure che dovrebbero rientrare nella manovra finanziaria per il 2016 anche la cancellazione delle tasse sulla prima casa, lo stop all’Imu sui terreni agricoli e sugli imbullonati. Per quanto riguarda le imprese, annunciato il taglio dell’Ires e anche il rafforzamento del credito di imposta per la ricerca e lo sviluppo a sostegno del made in Italy. A queste misure si affiancherebbe anche la detassazione del salario di produttività e un pacchetto di politiche concernenti il welfare aziendale.

Sempre sul fronte lavoro, la Legge di Stabilità potrebbe prorogare gli sgravi contributivi previsti per le nuove assunzioni a tempo indeterminato ma con un bonus più basso agli 8.060 euro previsti nel 2015 per il datore di lavoro che assume con gli sgravi, ossia 4mila euro per due anni e non più 3.

Da ultimo si segnala la mini rivoluzione del canone Rai, prevedendo il suo aggancio nella bolletta elettrica e l’ammontare del canone, ridotto a 100 euro, si dovrebbe dividere in più rate da associare alle varie bollette per la fornitura dell’energia elettrica. Infine si rafforza l’ipotesi di aumentare il limite all’utilizzo del denaro contante dagli attuali 1000 a 3mila euro. (Aca)