Manovra, mercoledì il d-day. Tria prova ultima carta

19 Novembre 2018, di Mariangela Tessa

Sarà una settimana cruciale quella in partenza oggi per la legge di Bilancio. Mercoledì potrebbe infatti già essere il giorno della verità: la Commissione pubblicherà, come previsto, il suo parere sulla manovra gialloverde ma non si esclude che possa anche richiedere, da subito, l’apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per mancato rispetto della regola del debito. Toccherebbe poi all’Eurogruppo del 3 dicembre affrontare formalmente la questione.

I tempi non sono certi, così come non è ancora certo nemmeno l’avvio della procedura, anche se in molti ambienti, in Europa come in Italia, sembra ormai quasi scontato.

Il governo giocherà comunque fino all’ultima carta a sua disposizione per cercare di convincere l’Europa della fondatezza delle sue scelte. Il ministro dell’economia, Giovanni Tria, lo farà oggi in occasione dell’Eurogruppo straordinario sulla riforma dell’Unione monetaria. L’Eurogruppo sarà l’occasione per una serie di faccia a faccia con gli altri leader europei in un ultimo tentativo di dissiparne timori e perplessità ed evitare un definitivo approfondirsi delle fratture.

Sempre sulla legge di Bilancio, il Sottosegretario agli affari regionali Stefano Buffagni in un’intervista a La Repubblica ha affermato che nei suoi punti cardine la manovra resta quella, per eventualmente migliorarla esistono “mille opzioni” come gli aumenti di entrate per abbattere il debito”.

Buffagni ha inoltre affermato che il governo sta lavorando per abbassare il differenziale di rendimento fra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi:

“vogliamo assolutamente trovare una mediazione e un punto di incontro con la Commissione a patto che loro non usino l’Italia per fare campagna elettorale”.

Toni più concilianti verso Bruxelles sono arrivati ieri dal vicepremier Matteo Salvini, che ha spiegato:

“Quello che stiamo facendo lo stiamo facendo per gli italiani, quindi io sono convinto che l’Ue ci permetterà di fare quello che è un bene per gli italiani”, ha detto Salvini, sposando in questo caso la linea dimostrata anche dell’altro vicepresidente del Consiglio.

Pur non facendo passi indietro rispetto a quelli che sono considerati i pilastri della manovra, in un’intervista al Corriere della Sera, Luigi Di Maio ha infatti auspicato un dialogo con l’Europa, non rinnegando la possibilità di clausole di salvaguardia e di maggiori tagli di spesa per mantenere il deficit entro il tetto previsto.