Da Ue nuova lettera a Roma: “manovra incompatibile con calo debito”

31 Ottobre 2018, di Mariangela Tessa

Bruxelles manda una nuova lettera di chiarimenti a Roma sulla manovra. Sul tavolo, le misure messe in campo dal governo, che appaiono, a detta dell’esecutivo Ue, incompatibili con il calo del debito.

Nel dettaglio, secondo quanto emerge dalla lettera pubblicata sul sito del Ministero dell’economia, la Commissione europea ha chiesto, entro il 13 novembre, una relazione sui cosiddetti ‘fattori rilevanti’ che possano giustificare un andamento del rapporto debito/Pil con una riduzione minore di quella richiesta.

Tutto questo mentre oggi la manovra approda in Parlamento.

“Appena rientrato dall’India, riunione a Palazzo Chigi per chiudere definitivamente il testo della Legge di Bilancio”  ha rivelato ieri su Instagram il Premier Giuseppe Conte, che, subito dopo essere rientrato dalla visita a New Delhi, ha riunito a Palazzo Chigi i ministri Giovanni Tria, Riccardo Fraccaro e Danilo Toninelli. La riunione è andata avanti fino a tarda notte. Sul tavolo, i temi irrisolti del testo della Manovra: dalla disciplina di reddito di cittadinanza e quota 100, che dovrebbe essere affidata a due ddl collegati alla Legge di Bilancio, fino a quella delle pensioni d’oro.

Tornando alla lettera di Bruxelles, si legge nel testo:

“Gentile dott. Rivera, Le scrivo per informarla dei prossimi passi in merito alla sorveglianza fiscale dell’Italia da parte della Commissione Europea”. Nella missiva si ricorda che la “inosservanza particolarmente grave” riscontrata nel Dpb che ha portato la Commissione a chiedere all’Italia di “presentare un progetto riveduto di Dpb il prima possibile e in ogni caso entro tre settimane”.

Nel testo della missiva si legge poi che il

debito pubblico italiano rimane una vulnerabilità cruciale” e sottolinea come un livello “così elevato limita lo spazio di manovra del governo per spese più produttive a beneficio dei suoi cittadini”. Non solo, “date le dimensioni dell’economia italiana, è anche una fonte di preoccupazione per l’area euro nel suo complesso”. In particolare, “l’ampia espansione di bilancio prevista per il 2019 è in netto contrasto con l’aggiustamento di bilancio raccomandato dal Consiglio”.

E ancora:

“Questa traiettoria di bilancio, unita ai rischi al ribasso per la crescita del PIL nominale, sarà incompatibile con la necessità di ridurre in maniera risoluta il rapporto debito/PIL dell’Italia” e “al fine di consentire alla Commissione europea di riflettere appieno nella sua relazione il contributo dell’Italia sui fattori significativi, gradirei ricevere la sua risposta entro il 13 novembre 2018 al più tardi”.

Immediata la replica del Mef, che sottolinea come la risposta a Bruxelles sarà inviata a Bruxelles rispettando la scadenza indicata” e si tiene a sottolineare che la lettera di chiarimenti è “pervenuta anche negli anni passati” e che è “prevista nelle procedure che governano la regola del debito” e si ricorda che “giunge a seguito della ‘opinione’ sul documento programmatico di Bilancio 2019 adottata dalla commissione il 23 ottobre scorso”.