Economia

Manovra: arriva la nuova Imu con Tasi incorporata. Confedilizia: “Nuova patrimoniale”

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Nella manovra 2010 entra la nuova Imu, la classica tassazione fiscale sugli immobili verrà accorpata alla Tasi, il tributo comunale sui servizi indivisibili in nome della semplificazione fiscale. Imu, Tasi e Tari, la tassa sui rifiuti sono le tre imposte che costituiscono la IUC, l’Imposta Unica comunale e le prime due dal prossimo anno verranno fuse insieme.

Le imposte sulla seconda casa

Imu e Tasi hanno vari aspetti simili: entrambe infatti non si applicano sull’abitazione principale che non sia di lusso o di pregio, quindi che non rientri nelle categorie catastali A1, A8 e A9. Inoltre per il calcolo, sia dell’Imu che della Tasi si usano le medesime regole: rendita catastale rivalutata al 5% e poi si applicano i coefficienti patrimoniali precisi.
Con l’unificazione di Imu e Tasi come si prevede nella bozza della legge di bilancio non ci sarà “l’aumento della pressione fiscale“, come si legge nella relazione illustrativa.

Tuttavia di fatto viene sbloccata la possibilità in capo ai Comuni di aumentare le imposte. Nel dettaglio, viene previsto che per le cosiddette abitazioni di lusso, classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9 e adibite ad abitazione principale- che rimangono le uniche fattispecie per cui si paga la nuova Imu –  seppure l’aliquota di base è pari allo 0,5%  il comune può aumentarla solo di 0,1 punti percentuali; per cui l’aliquota massima per tali immobili è pari allo 0,6 per cento.
Però c’è da dire che i comuni possono annullare completamente, con apposita delibera del consiglio comunale, l’imposizione di tale fattispecie. Per gli immobili diversi dall’abitazione principale l’aliquota di base è pari allo 0,86% e anche in questo caso gli enti locali possono aumentarla sino allo 1,06% e quindi mantenendo, come sempre, invariata la pressione fiscale o diminuirla fino all’azzeramento.

Il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, all’AdnKronos commenta:

La nuova patrimoniale sugli immobili, delineata nella manovra è peggiore delle due attuali, l’Imu e la Tasi. Oltre a non essere sfiorato dall’idea di ridurre questo carico di tassazione insopportabile, il Governo peggiora la situazione in vari modi (…) Aumenta l’aliquota di base dal 7,6 all’8,6 per mille; con dubbia legittimità, fissa definitivamente all’11,4 per mille l’aliquota massima per alcuni Comuni (come Roma e Milano), rispetto al limite ordinario del 10,6; fa scomparire qualsiasi collegamento ai servizi, presente ora nella Tasi; aumenta la tassazione sui proprietari di immobili affittati, scaricando su di essi la quota di imposta che nella Tasi era a carico degli inquilini; mantiene imposizioni vessatorie come quelle sugli immobili inagibili e su quelli sfitti per assenza di inquilini o acquirenti.