Manovra 2020: tassa sulla plastica, divieto cannabis, auto aziendali

18 Dicembre 2019, di Mariangela Tessa

Il primo passo della Manovra 2020 è fatto. Il governo ha incassato il voto di fiducia del Senato (166 sì e 128 no) e mette in cascina il testo della legge di Bilancio, praticamente blindandola, nonostante l’ultimo ostacolo delle 70 modifiche richieste dalla Ragioneria dello Stato.

Molte le novità sul fronte della tassazione. Tra queste spiccano:

Plastic tax

Il governo, con diverse riscritture, ha di fatto quasi azzerato le varie imposte di scopo introdotte con la manovra. La tassa sulla plastica si fermerà a 45 centesimi al chilo (da 1 euro) e partirà da luglio.

Si applicherà anche sui monouso in tetrapack ma non sui contenitori di medicinali e sui dispositivi medici. Sono esclusi i prodotti in plastica riciclata e quelli composti da più materiali che abbiano una componente di plastica inferiore al 40%.

Auto aziendali

La revisione della tassazione sui mezzi aziendali non porterà più incassi ma, si augura l’esecutivo, un ricambio del parco auto ‘green’.

L’imposta sarà commisurata al tasso di emissioni del veicolo: 25% per le auto con emissioni di Co2 inferiori a 60 grammi per chilometro, 30% per quelle tra 60 e 160 grammi per km, 40% tra 160-190 grammi, che sale al 50% dal 2021, e 50% oltre i 190 grammi, che aumenta al 60% dal 2021.

Divieto cannabis

Salta invece la controversa norma sulla commercializzazione della cannabis light, con principio attivo thc inferiore allo 0,5%. Il sub-emendamento approvato in commissione Bilancio al Senato è stato dichiarato inammissibile a Palazzo Madama.