Maltempo: in Liguria danni per oltre 330 milioni

26 Novembre 2019, di Alessandra Caparello

Liguria, Emilia Romagna, Piemonte, Calabria, dal Nord al Sud il weekend appena trascorso ha messo in ginocchio mezza Italia. Città allagate, fiumi in piena e strade in tilt, crollato per una frana trenta metri di viadotto sulla Torino-Savona. A Venezia l’acqua alta ha toccato i 130 centimetri sul mare.

Ingenti i danni registrati in Liguria, Savona (leggi la lettera del sindaco Ilaria Caprioglio) in ginocchio e sfollati anche a Genova. Ma anche il Sud non è da meno. In Campania è straripato il fiume Sarno, mentre in Calabria gli allagamenti hanno causato non pochi disagi.

Maltempo: inizia la conta dei danni

Passata la paura è il momento di fare la conta dei danni. La prima stima della Liguria è di 330 milioni, una cifra indicata dal governatore Giovanni Toti che va ad aggiungersi ai 60 milioni per interventi più strutturali già indicati dalla Regione Liguria al governo a seguito dei danni provocati dal maltempo tra il 14 ottobre e l’8 novembre.
Oltre 202 milioni di euro di danni al patrimonio pubblico, di cui 45 milioni solo per i soccorsi e gli interventi urgenti di messa in sicurezza è invece il bilancio dell’ultima ondata di maltempo che ha colpito l’Emilia-Romagna negli ultimi giorni.

E mentre la conta dei danni continua, fa discutere un’analisi realizzata dalla Corte dei conti dal titolo “Fondo progettazione contro il dissesto 2016-2018.

Il tema del dissesto idrogeologico in Italia  – si legge nella relazione – riveste particolare importanza se si considera che i dati rilevati dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) hanno evidenziato l’aumento del livello di vulnerabilità del territorio del Paese e l’aumento conseguente di rischio per la popolazione.

Dissesto idrogeologico: alle regioni solo il 19,9% dei 100 milioni in dotazione

L’indagine della Corte dei Conti  ha come scopo verificare lo stato di attuazione di specifici programmi d’intervento posti in essere dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (MATTM) con i competenti enti territoriali, per la messa in sicurezza di aree interessate da dissesto idrogeologico.
Ebbene l’indagine ha evidenziato che le risorse effettivamente erogate alle Regioni a partire dal 2017 al 31.12.2018 rappresentano solo il 19,9% dei 100 milioni di euro in dotazione al fondo quindi emerge tutta la scarsa efficacia delle misure adottate.

Oltre a ciò, l’analisi della Corte evidenzia anche l’inadeguatezza delle procedure e la debolezza delle strutture attuative, l’assenza di adeguati controlli e monitoraggi, la mancata interoperabilità informativa tra Stato e Regioni, nonchè la difficoltà delle amministrazioni nazionali e locali di incardinare l’attività di tutela e prevenzione nelle funzioni ordinarie e il conseguente ricorso ripetuto alle gestioni commissariali.