Macron affonda nei sondaggi: in due mesi -24 punti, peggio di Trump

28 Agosto 2017, di Alberto Battaglia

Dopo gli iniziali entusiasmi attorno alla figura di Emmanuel Macron, visto da più parti come “il salvatore d’Europa” (The Economist), il consenso in patria è rapidamente calato: secondo gli ultimi sondaggi pubblicati sul Journal du Dimanche la popolarità del presidente francese è passata in un mese dal 54 al 40%. Se si considera che fra giugno e luglio Macron aveva già ceduto 10 punti, la flessione complessiva è di 24 punti: un crollo mai visto in soli due mesi di presidenza (il precedente record era detenuto da Jacques Chirac, che nel ’95 aveva perso 20 punti).

A dirsi scontento del nuovo inquilino dell’Eliseo è il 57% dei francesi, e,  fra questi, il 20% sarebbe “molto scontento”. Secondo il direttore generale dell’Ifop, l’istituto che ha curato il sondaggio, le misure di Macron sono percepite come “come politiche dell’ingiustizia”, sgradite sia a destra sia a sinistra. Si parla dei tagli alle sovvenzioni per la casa a beneficio dei giovani, o l’aumento della contribuzione sociale generalizzata.

Considerato che al primo turno di votazioni En Marche!, il movimento di Macron, aveva raccolto il 24% dei voti, poter contare ancora sul 40% dei consensi può essere ancora considerato un risultato discreto: tuttavia, il livello di guardia sembra avvicinarsi pericolosamente. La riforma del Codice del Lavoro francese, che verrà svelata a settembre, sarà il vero banco di prova, non solo in patria, ma anche in Europa. Il sindacato Cgt è già pronto a scendere in piazza per quello che è temuto come un nuovo attacco ai diritti dei lavoratori. Se Macron dovesse cedere, d’altro canto, perderebbe ascendente sui partner europei e sulla Germania in particolare.

Nel frattempo si tiene oggi (28 agosto) a Parigi un summit alla presenza dei capi di stato di sette Paesi africani dei maggiori leader europei (per l’Italia, sarà presente il premier Gentiloni) per coordinare le politiche migratorie e armonizzare le posizioni da assumere per contenere la crisi.