Ma Silvio Berlusconi vende ancora pubblicita’ per Publitalia (con la Santanche’)?

18 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Ecco il testo integrale dell’interrogazione parlamentare del senatore IdV Elio Lannutti in merito alla cena fra Silvio Berlusconi (premier e ministro allo Sviluppo Economico ad interim), Daniela Santanché (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) e i principali inserzionisti pubblicitari sulle reti Mediaset.

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00225

Pubblicato il 8 giugno 2010

Seduta n. 392

Sen. Elio Lannutti

– Al Ministro dello sviluppo economico – (ndr. ad interim Silvio Berlusconi)
Premesso che:

in un articolo pubblicato il 2 giugno 2010, dal titolo: “Premier e Santanchè, cena con i grandi inserzionisti”, il “Corriere della Sera” ha informato i suoi lettori che il Capo del Governo ha invitato a villa Gernetto una trentina di imprenditori del made in Italy, sottolineando l’arrivo di aree esenti da imposizione fiscale, che saranno istituite a partire dal Mezzogiorno;
si legge infatti: «Niente musica, lunedì sera, alla Villa Gernetto di Lesmo. Niente Umberto Bossi insieme ai suoi esuberanti colonnelli. Niente barzellette, persino. Il fatto è che la cena di Silvio Berlusconi è stata assolutamente di lavoro. Il capo del Governo ha infatti invitato una trentina di grandi imprenditori, personalità che controllano i brand più noti del made in Italy, nella villa settecentesca che acquistò per farne l’Università delle libertà e che sempre più spesso utilizza per le serate davvero importanti.

Tra i convitati, Dario Scotti della dinastia dei produttori di riso, il patròn della catena Divani & Divani Pasquale Natuzzi, Marco Boglione di Robe di Kappa e Jesus jeans, l’amministratore di Rolex Italia Gian Riccardo Marini. A fianco del premier, nel ruolo di grande organizzatrice della serata, Daniela Santanchè, dallo scorso marzo sottosegretario al programma di Governo. E di Governo, in effetti, durante la serata si è parlato parecchio: di “governo del fare”. Il Presidente del Consiglio ha infatti ricordato ai commensali la necessità di sostenere il Paese in un momento di grave crisi come l’attuale, e del dovere a cui ciascuno è chiamato per dare segnali di fiducia nel futuro. Ha descritto la rinnovata considerazione di cui gode l’Italia nel consesso internazionale e del ruolo ricoperto nei giorni difficili della crisi dell’euro, possibile soltanto grazie al grande rispetto di cui gode il Paese. Il premier si è soffermato sulla recentissima manovra e sullo sforzo per “non mettere le mani nelle tasche dei cittadini”. Cosa indispensabile anche al rilancio dei consumi di quei prodotti così prestigiosamente rappresentati a Villa Gernetto. Gli interessati hanno ascoltato con grande attenzione l’assai patriottico discorso del presidente del consiglio, sottolineato da quel menù tricolore – non c’era Umberto Bossi – inaugurato in occasione del vertice di Pratica di mare dell’ormai lontano 2002 e da allora riproposto in tutti i grandi appuntamenti internazionali, G8 abruzzese in testa»;

considerato che:

gli invitati, oltre ad essere grandi imprenditori sono anche grandi o grandissimi inserzionisti: «Coloro che grazie ai loro spot sulle reti televisive del Biscione sono anche clienti delle aziende televisive e multimediali del presidente del consiglio. (…) La stessa Santanché non è estranea agli interessi editoriali della famiglia del capo del governo, visto che tra l’altro è la proprietaria di Visibilia, la concessionaria pubblicitaria dello stesso Giornale, oltreché di Libero, del Riformista, dell’Ordine di Como e del freepress Metro»;

dopo le dimissioni del ministro Scajola, è lo stesso Presidente del Consiglio dei ministri ad aver assunto l’interim del Ministero dello sviluppo economico, che ha ereditato le attribuzioni precedentemente spettanti al soppresso Ministero delle comunicazioni,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga che tale incontro non abbia configurato la consacrazione di una netta commistione tra politica ed affari, a giudizio dell’interpellante raffigurando la dimostrazione plastica di un palese conflitto di interessi;

se non ritenga che gli imprenditori partecipanti all’incontro si possano sentire obbligati a dirottare i loro investimenti pubblicitari nei mezzi di informazioni facenti capo agli interessi editoriali del Presidente del Consiglio dei ministri e del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Santanchè;

se i vari “editti” del Capo del Governo per non operare investimenti pubblicitari in testate scomode e non allineate alle volontà superiori, come nel caso del quotidiano “la Repubblica”, non possano configurare violazioni alla libertà di stampa ed al diritto dei cittadini ad essere informati, pilastri fondamentali per tutte le economie ed i Governi di ispirazione liberale.

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Leggere anche:
1) Free press: il flop di E Polis avvantaggia Dell’Utri, padrone occulto del concorrente Metro
2) Si aggrava la crisi al “Sole 24 Ore”. Durissima lettera contro Riotta: “giornale distrutto”

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La cena del conflitto: Berlusconi e Santanchè a tavola col Made In Italy
Incontro riservatissimo, quello di lunedì sera a Villa Gernetto di Lesmo. A parteciparvi, il premier Berlusconi, padrone di casa, e una trentina di noti imprenditori del cosiddetto Made In Italy, tra i più importanti investitori sulle reti Mediaset: Dario Scotti, produttore di riso, il patron della catena Divani & Divani Pasquale Natuzzi, Marco Boglione di Robe di Kappa e l’amministratore delegato di Rolex Italia Gian Riccardo Marini. Organizzatrice della serata Daniela Santanchè. Doppio conflitto d’interessi? Triplo?

Se Silvio Berlusconi sembrerebbe, infatti, tornato a fare l’imprenditore, in caccia d’inserzionisti per le sue aziende televisive, la Santanchè potrebbe esser stata della serata col fine di contattare clienti buoni per la sua concessionaria di pubblicità, la Visibilia, che cura le inserzioni su Il Giornale, Libero, il Riformista, L’Ordine di Como e della free press Metro.
A sciogliere ogni dubbio, comunque, dovrebbero presto pensarci alcune interrogazioni parlamentari per chiedere conto della cena al premier, al sottosegretario all’attuazione al programma e al ministro dello sviluppo Economico. Che sarebbe, sempre, Berlusconi. Certo, in più occasioni i due (o tre, o più) hanno smentito di occuparsi degli affari delle proprie aziende, ma tant’è.

A proposito dell’interrogazione in parlamento, dunque, è Lannutti (Idv) ad annunciarne la richiesta. “Chiederemo conto al governo, come abbiamo fatto altre volte, di questi incontri riservati e segreti in pieno conflitto di interessi” spiega Lannutti. “Voglio ricordare che ci sono stati attacchi alla libertà di stampa anche dal punto di vista degli investimenti pubblicitari, quando il Presidente del Consiglio disse di non fare più investimenti su determinati quotidiani”.

Spiega l’onorevole dipietrista che il rischio serio è quello di un’ingerenza del premier nei flussi pubblicitari, “e in una fase come questa dove si vogliono tappare le bocche dei giornalisti con la legge sulle intercettazioni questa vicenda diventa ancora piu’ grave e noi chiederemo che venga chiarita”.

Velenosa Alessandra Mussolini. “Bisogna sempre vigilare ma queste sono semplicemente conseguenze della scelta che Berlusconi ha fatto nominando Daniela Santanchè sottosegretario”, afferma la Mussolini. “Se ci sarà un vantaggio per la società della Santanchè attraverso il denaro pubblico allora a questo punto sorgerà un problema, che non ci sarà invece se si arrichisce, come penso faccia, attraverso degli interventi che non utilizzano dei proventi e dei vantaggi legati al suo ruolo”. “La Santanchè è titolare di Visibilia – conclude – credo che ci siano interessi anche verso quotidiani, ma questa è una cosa risaputa. Se ci sono situazioni non trasparenti si devono conoscere per lei come per tutti gli altri”.