M5S si conferma primo partito, per centro destra vittoria di Pirro

30 Novembre 2017, di Alessandra Caparello

Mentre si ipotizza come nuova data per le elezioni il prossimo 18 marzo, continuano i sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani in cui il Movimento Cinque Stelle si conferma primo partito, mentre avanza il centrodestra che ha la maggioranza relativa del Parlamento, ma non quella assoluta. E il Partito democratico? Arranca.

Questi i risultati dell’ultimo sondaggio Ixè per Radio1 Rai secondo cui alla Camera Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia raccoglierebbero 270 seggi e così ne mancherebbero 46 per poter dare la fiducia a un governo, ma al Senato i tre partiti potrebbero contare solo su 135 parlamentari, 23 in meno di quanti ne servono.

“Abbiamo elaborato i dati sulle intenzioni di voto disaggregate sui nuovi collegi e il risultato è che, con le coalizioni bloccate in questo modo, manca una maggioranza stabile. Finora ci siamo limitati a lavorare solo sulle coalizioni a partire dal proporzionale. Si può procedere solo per inferenze: considerando il valore percentuale odierno sia di Forza Italia che del Pd e proiettandolo sui seggi complessivi (immagino che nelle contrattazioni fra i partiti maggiori, più o meno varrà una dimensione proporzionale) non c’è comunque maggioranza”.

Il centrodestra raccoglie in totale oggi il 35,5% dei voti, con 270 seggi alla Camera e 135 al Senato e subito dietro c’è il Movimento Cinque Stelle che si conferma il partito più votato con il 29,4 per cento e si prenderebbe 165 deputati alla Camera e 85 al Senato, il tutto da solo senza coalizioni. Il centrosinistra – Pd, Ap e Campo Progressista – arriva al massimo al 28,6% con 162 seggi a Montecitorio e 81 a Palazzo Madama. A parte la Sinistra che si unirà in una lista unica domenica prossima e che viene valuta al 6,5% dei consensi che darebbe diritto a 25 deputati e 8 senatori.

Secondo il presidente di Ixè Weber ad oggi le forze moderate unite in una “Grosse Koalition” alla tedesca sarebbe al massimo intorno a quota 275 alla Camera.

“Personalmente la ritengo una prospettiva poco credibile e gli elettori di Fi naturalmente la reggerebbero, quelli del Pd no. Ma non ci sarà bisogno di arrivare a tanto, la campagna è lunga…”.