M5S, legge anti-casta è qui: taglio a numero parlamentari

20 Settembre 2018, di Alessandra Caparello

Oltre al reddito di cittadinanza, uno dei cavalli di battaglia del Movimento Cinque Stelle è il taglio ai costi della politica, in primis al numero dei parlamentari.

“Ora passiamo ai fatti: sono orgoglioso di annunciare che sono stati depositati sia alla Camera che al Senato i disegni di legge costituzionale per la riduzione del numero di Deputati e Senatori e l’introduzione del referendum propositivo. Inizia una nuova era per l’Italia, all’insegna dell’efficienza e della partecipazione”.

Così il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la Democrazia Diretta, Riccardo Fraccaro, che rende ufficiale il provvedimento.

“Nostro obiettivo è migliorare le istituzioni e dare più potere ai cittadini. Questa è sempre stata la nostra missione politica”.

In particolare, secondo il ministro, ci sarà la riduzione dei parlamentari a 400 deputati e 200 senatori che “consentirà di snellire l’iter di approvazione delle leggi, allineare l’Italia al resto d’Europa visto che abbiamo il più alto numero di rappresentanti eletti e risparmiare 500 milioni di euro a legislatura, 100 milioni all’anno” conclude. Dall’altra parte l’introduzione del referendum propositivo.

“Così, gli li italiani potranno essere parte attiva della vita politica, approvando direttamente le leggi che ritengono prioritarie ed esercitando un maggior potere di controllo sui loro rappresentanti”.

Intervistato ad Agorà sui Rai3 il ministro ha precisato:

“Riduzione del numero di parlamentari per adeguarci agli standard dei modelli europei, con un risparmio di 100 milioni di euro l’anno. Modifica della Costituzione che renderà meno bizantine le procedure interne”.

Sempre ieri il deposito in Commissione della proposta concordata tra Lega e Cinque Stelle sul taglio agli assegni previdenziali che superano i 4.500 euro netti al mese che partirà dal prossimo gennaio. Ad annunciarlo Maria Pallini, capogruppo M5S in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputat

“Abbiamo depositato oggi in Commissione Lavoro alla Camera la proposta di legge per tagliare finalmente le pensioni d’oro. La Commissione comincerà l’esame della legge la prossima settimana. Andremo a ricalcolare secondo il metodo contributivo tutti gli assegni superiori ai 4.500 euro al mese (…) si tratta di una misura necessaria per ristabilire il giusto equilibrio tra contributi versati e pensione ricevuta: non verrà dato nemmeno un euro in più di quello che è dovuto a ciascuno di questi pensionati. I soldi risparmiati contribuiranno anche a finanziare il nostro progetto di pensione di cittadinanza. L’abbiamo inserito nel contratto di governo e lo faremo: non è più accettabile che ci siano pensioni al di sotto della soglia di povertà. Ci impegneremo per dare a tutti almeno 780 euro al mese”.