Lotta evasione: scambio informazioni tra 5 grandi d’Europa

15 Aprile 2016, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – Lo scandalo Panama Papers si allarga a macchia d’olio e mette in luce la necessità di rafforzare gli strumenti per combattere l’evasione fiscale. Condividono questa posizione le cinque più grandi economie europee, Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Spagna che hanno così deciso di mettere in pratica la misura adottata dal G20 nel 2014 in base alla quale le oltre 90 giurisdizioni che vi hanno aderito scambieranno automaticamente informazioni finanziarie dal 2017-18. Si tratta in sostanza dello scambio automatico di informazioni tra i Paesi sugli account offshore a cominciare dal 2017 e il 2018, in modo tale da garantire “un’implementazione efficace e rapida”.

I cinque big europei hanno scritto, tramite i loro ministri delle Finanze, al G20 proponendo una serie di iniziative per portare avanti la lotta contro l’evasione e il riciclaggio di denaro, tra cui proprio lo scambio di informazioni per risalire ai beneficiari effettivi non solo di aziende ma anche di trust, fondazioni e altre entità potenzialmente opache. Così facendo sarà più semplice scoprire chi non versa la sua parte al fisco. Lo scambio automatico di informazioni finanziare è in verità già previsto dal Common reporting standard, firmato da oltre 90 tra paesi e giurisdizioni, e – come si legge nelle lettera dei 5 big europei – “rappresenta un colpo notevole contro la piaga dell’evasione fiscale”.

“Chiediamo all’Ocse in cooperazione con la Fatf (organizzazione contro il riciclaggio, ndr), di identificare uno standard globale unico per lo scambio di informazioni sulle strutture societarie per risalire ai beneficiari effettivi di aziende, trust, fondazioni, società di comodo e altre entità rilevanti”.

Al più presto possibile dovranno essere creati – affermano i cinque paesi nella missiva indirizzata al G20 – registri e altri meccanismi “che richiedano che i beneficiari effettivi di aziende, trust, fondazioni, società di comodo e altre entità rilevanti siano identificati e a disposizione delle autorità del fisco.In sostanza lo sforzo per combattere l’evasione fiscale deve essere collettivo e come tale tutti i paesi che finora non hanno aderito al Common reporting standard si affrettino a farlo, dicono le cinque economie, “inclusa Panama come uno dei pochi centri finanziari, a fare rapidamente un impegno chiaro”.

Proprio Panama ha appena annunciato la sua adesione al Common reporting standard come riferisce Angel Gurria, il segretario generale dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).

“Pochi minuti fa Panama ha detto che si unirà al Crs. Se è vero e se lo faranno in modo completo, questa è davvero una buona notizia e diamo il benvenuto a tale mossa. Sarebbe un risvolto positivo di questo incidente”.