Lockdown, attesi per lunedì nuovi provvedimenti almeno su base provinciale

1 Novembre 2020, di Massimiliano Volpe

E’ atteso per domani lunedì 2 novembre, al limite martedì, un nuovo Dpcm da parte del presidente del Consiglio Conte che introdurrà nuove misure ancora più rigide per cercare di frenare l’impennata di contagi in Italia, sul modello dei lockdown parziali adottati nelle ultime ora da molti Paesi europei.

Si susseguono i vertici di governo, regioni, provincie e comuni

Dai vertici che si sono susseguiti nelle ultime ore tra il premier, i governatori delle regioni, i rappresentanti di provincie, comuni e il Comitato tecnico scientifico sono emersi numerosi scenari circa le modalità delle possibili chiusure.
Si parla di lockdown mirati su base provinciale ma qualche presidente di regione propende per una chiusura coordinata su tutto il territorio nazionale.

I motivi del contendere nelle diverse regioni sono legati all’andamento dei contagi che non è uniforme su tutto il territorio nazionale. In Piemonte e Lombardia l’indice di trasmissibilità Rt, che misura la velocità di contagio ha superato la soglia critica di 2, rispettivamente a 2.16 e 2.09. La Provincia Autonoma di Bolzano e la Valle d’Aosta sono anche loro molto vicine a questo livello (1.96). In altre 10 regioni italiane l’Rt ha superato la soglia dell’1.5.
Avere un indice Rt a 1,5 significa che in una settimana il numero dei contagi può duplicare. Avvicinarsi a 2, come già si verifica in Lombardia e Piemonte vuol dire che l’epidemia è fuori controllo, con un possibile sovraccarico per gli ospedali nel giro di poche settimane.

Lockdown a macchia di leopardo

Insomma la direzioni che verrà presa sembra quella di un lockdown a macchia di leopardo, per due-quattro settimane, ma palazzo Chigi prende un altro giorno per mediare con le regioni e i sindaci, forse con le opposizioni, perché il tentativo è quello di arrivare a scelte condivise.

Quello che finora è chiaro è che le nuove misure che verranno prese nelle prossime ore prevedono la chiusura delle scuole superiori e forse anche delle terze medie con lezioni a distanza, la limitazione degli spostamenti tra le diverse regioni, la limitazioni alle attività commerciali che non vendono beni di prima necessità e un coprifuoco serale che potrebbe partire dalle ore 20.

Qualcosa di più certo lo si saprà domattina quando si riuniranno nuovamente i rappresentanti degli enti locali e il governo. Alle ore 12 il premier Conte riferirà alla Camera in merito alle decisioni da adottare e alle 17 al Senato.