Mercati perdono 600 punti dopo parole capo Commercio Usa

28 Marzo 2018, di Daniele Chicca

Dopo le dichiarazioni ottimiste sulla guerra dei dazi del segretario del Tesoro Usa Steve Mnuchin e del consulente economico alla Casa Bianca Peter Navarro, che hanno contribuito a placare i timori degli investitori circa l’impatto di una sfida commerciale a tutto campo, sono arrivate le esternazioni meno rassicuranti per i mercati di Wilbur Ross. Si interrompe così bruscamente la corsa dei listini azionari Usa. Il Nasdaq ha accusato a un certo punto un ribasso del 4,1% e il Dow Jones di oltre 600 punti (più del -2%) dopo che in capo del Dipartimento del Commercio ha ammesso che a Washington i funzionari federali sono al lavoro per imporre misure volte a ridurre gli investimenti della Cina.

Al giornalista di Fox News che gli chiedeva di parlare delle possibili ritorsioni degli Usa contro il furto di segreti aziendali da parte della Cina, Ross ha spiegato che “anche se non è mia consuetudine anticipare gli annunci del presidente, imporremo dei limiti agli investimenti stranieri. Le nuove misure faranno parte del nuovo apparato normativo della CFIUS, l’entità che controlla gli investimenti esteri, e che sarà discusso alla Camera e al Senato. Il presidente intraprenderà qualche altra azione mirata. Farà presto un annuncio a questo proposito”.

L’agenzia di stampa Bloomberg è entrata ancora più nel dettaglio, riferendo che l’amministrazione Trump sta valutando un giro di vite sugli investimenti della Cina nelle tecnologie che gli Usa reputano sensibili e maggiormente cruciali. Il taglio sarebbe solo una parte del piano di Trump per punire la Cina per il presunto furto di segreti e brevetti societari americani. Nell’ambito di un pacchetto di sanzioni contro Pechino, le misure si andranno aggiungere ai dazi da 50 miliardi di dollari già annunciati contro prodotti vari. Per farlo l’intenzione del governo – almeno questa sarebbe una delle  opzioni sul tavolo – è quella di implementare una vecchia legge riservata alle urgenze nazionali,  stando a quanto riferito dalle fonti sentite da Bloomberg.

I listini azionari europei principali, che lunedì 16 marzo non hanno partecipato alla festa di Wall Street, dove il Dow Jones ha guadagnato quasi 670 punti, hanno messo a segno rialzi dell’ordine dell’1,3-2%. Le Borse europee sono avanzate nonostante i segnali di indebolimento dell’attività economica europea, con il sentiment aziendale che è sceso più del previsto in marzo. Le indicazioni secondo cui Usa e Cina sono disposte a negoziare i termini per evitare una guerra commerciale a tutto campo, avevano riportato sollievo ai mercati globali dopo i cali pesanti di oltre cinque punti percentuali della settimana scorsa. Il Dow Jones ha chiuso ieri in flessione dell’1,43%, il Nasdaq del 2,93% e l’indice allargato S&P 500 dell’1,73%.

Il Liveblog è terminato

Daniele Chicca 28 Marzo 201811:37

In un contesto di avversione al rischio, i Treasuries continuano a guadagnare terreno con i rendimenti che dopo aver violato al ribasso la soglia chiave del 2,8% proseguono la fase di ribassi fino all’area 2,7553%. Il prossimo supporto si può individuare in area 2,6050%.

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Daniele Chicca 28 Marzo 201811:41

Un modello informatico ideato da Goldman Sachs che si basa su cinque fattori di rischio diversi sta mandando un segnale di allarme, indice che una fase ribassista è dietro l’angolo, ma alcuni degli strategist più illustri della banca dicono di non farci caso.

Questo perché il livello di allerta è dovuto principalmente al basso tasso di disoccupazione e al buono slancio economico, piuttosto che al rialzo dei tassi di interesse e dell’inflazione di fondo. “La bassa inflazione – precisa Goldman Sachs in una nota – è il motivo principale per cui alcune delle variabili appaiono sotto stress: significa che gli investitori dell’azionario non devono allarmarsi”. Anche perché un indice rialzista troppo spesso ignorato dai mercati dice che nel 2018 il mercato salirà ancora.

Daniele Chicca 28 Marzo 201813:16

Un modello informatico ideato da Goldman Sachs che si basa su cinque fattori di rischio diversi sta mandando un segnale di allarme, indice che una fase ribassista è dietro l’angolo, ma alcuni degli strategist più illustri della banca dicono di non farci caso.

Questo perché il livello di allerta è dovuto principalmente al basso tasso di disoccupazione e al buono slancio economico, piuttosto che al rialzo dei tassi di interesse e dell’inflazione di fondo. “La bassa inflazione – precisa Goldman Sachs in una nota – è il motivo principale per cui alcune delle variabili appaiono sotto stress: significa che gli investitori dell’azionario non devono allarmarsi”. Anche perché un indice rialzista troppo spesso ignorato dai mercati dice che nel 2018 il mercato salirà ancora.

Daniele Chicca 28 Marzo 201814:30

Si prospetta un avvio in sordina per i listini azionari americani, almeno a giudicare dall’andamento dei futures sui principali indici della Borsa. I contratti recuperano qualcosa dai minimi giornalieri, ma il rendimento decennale del Tesoro è sceso sotto il 2,8%. Una rottura del supporto di 2,671% potrebbe dare la stura alle vendite, secondo BMO Capital. Questo perché speculatori e fondi hedge hanno una posizione corta netta quasi da record sul titolo di Stato Usa di riferimento. Una violazione del livello tecnico o delle medie mobili potrebbe spingerli a chiudere le loro posizioni per proteggersi dall’eventualità di subire perdite considerevoli.

A pesare sono ancora i cali dei tecnologici, uno degli investimenti più gettonati tra la comunità degli hedge fund durante l’ultima fase rialzista. L’azionario scambia su valori elevati, la liquidità inizia a scarseggiare le misure di stampo protezionista di Donald Trump non aiutano. L’idea che il governo imponga sanzioni contro la Cina, nella forma di dazi e tagli agli investimenti nei settori tecnologici che gli Stati Uniti ritengono sensibili sta innervosendo gli investitori negli ultimi tempi.

Daniele Chicca 28 Marzo 201814:52

Si prospetta un avvio in sordina per i listini azionari americani, almeno a giudicare dall’andamento dei futures sui principali indici della Borsa. I contratti recuperano qualcosa dai minimi giornalieri, ma il rendimento decennale del Tesoro è sceso sotto il 2,8%. Una rottura del supporto di 2,671% potrebbe dare la stura alle vendite, secondo BMO Capital. Questo perché speculatori e fondi hedge hanno una posizione corta netta quasi da record sul titolo di Stato Usa di riferimento. Una violazione del livello tecnico o delle medie mobili potrebbe spingerli a chiudere le loro posizioni per proteggersi dall’eventualità di subire perdite considerevoli.

A pesare sono ancora i cali dei tecnologici, uno degli investimenti più gettonati tra la comunità degli hedge fund durante l’ultima fase rialzista. L’azionario scambia su valori elevati, la liquidità inizia a scarseggiare le misure di stampo protezionista di Donald Trump non aiutano. L’idea che il governo imponga sanzioni contro la Cina, nella forma di dazi e tagli agli investimenti nei settori tecnologici che gli Stati Uniti ritengono sensibili sta innervosendo gli investitori negli ultimi tempi. 

Daniele Chicca 28 Marzo 201814:53

Il calo di tech e banche spinge al ribasso anche Piazza Affari che dopo i dati positivi sul Pil Usa riesce però a riaffacciarsi sopra la linea di parità. Il Ftse MIB scambia un filo sotto la parità a quota 22.202 punti al momento, con le utility molto richieste: Terna, Snam, A2A ed Enel sono i quattro titoli più comprati nel primo pomeriggio.

Daniele Chicca 28 Marzo 201815:49

Wall Street apre in rialzo nonostante il rimbalzo non riesca ai tecnologici (-0,7% l’indice settoriale al momento). Facebook è uno dei pochi nomi positivi, ma da quando è scoppiato lo scandalo del datagate ha perso circa 80 miliardi di dollari di capitalizzazione. Nomura avverte che i fattori dietro al calo del settore, fatto di preoccupazioni per il prezzo di Borsa dei titoli troppo elevato rispetto al valore reale e alla crescita dei fondamentali dell’azienda quotata, stanno assumendo una valenza sistemica. Il Dow Jones guadagna lo 0,43% e l’S&P 500 lo 0,22%, ma il Nasdaq cede lo 0,16%.

Daniele Chicca 28 Marzo 201817:14

La ritrovata forza del dollaro Usa sta mettendo sotto pressione l’euro sui mercati valutari. La moneta unica paga una fuoriuscita di fondi a fine trimestre, ma a influire negativamente, dicono i commentatori del mercato di Forex Live, potrebbero essere anche i dati su commercio e attività economica più in generale. Mentre il dato sul sentiment economico in Eurozona ha deluso ieri, oggi quello sul Pil Usa è stato positivo.

Il cross euro dollaro è sceso ai minimi giornalieri di 1,2335 dollari. Nelle ultime due ore scambiava in area $1,24. Il calo ha spazzato via i guadagni settimanali messi a segno dall’euro e ora il valore si trova sugli stessi livelli con cui aveva iniziato le contrattazioni lunedì.

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Daniele Chicca 28 Marzo 201817:44

Le scorte di petrolio Usa deboli rispetto a quelle dell’associazione nazionale API e i dati sulla produzione hanno ridato spinta ai prezzi sul mercato delle materie prime dopo lo sbandamento e l’estensione delle perdite successivo alla pubblicazione dei numeri dell’American Petroleum Institute, ma lo slancio è durato lo spazio di qualche minuto e al momento i valori del greggio sono tornati a cedere terreno. Le scorte di greggio Usa comunicate dal governo federale hanno mostrato un incremento di 1,64 milioni, meno del +5,321 milioni dell’API, ma più delle attese, che erano per una variazione di 850 mila unità. L’offerta di cushing in Usa è stata la maggiore da marzo 2017 (+1,804 milioni contro il rialzo di 1 milione atteso).

Il risultato è di prezzi del petrolio sull’ottovolante nelle piattaforme di trading Usa. Il Dipartimento dell’Energia americano ha riportato un aumento minore di quello comunicato dall’API delle scorte di petrolio settimanali. I prezzi dei contratti WTI hanno ignorato inizialmente il fatto che la produzione di greggio in Usa abbia raggiunto i nuovi massimi record. Ai suoi livelli più alti di giornata il future WTI ha toccato i 65,13 dollari al barile, mentre ai minimi si è assestato in ara 64,27. Una bella oscillazione di prezzo di 84 centesimi (vedi grafici).

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Tornano a farsi sentire le paure di un’offerta in eccesso.

Daniele Chicca 28 Marzo 201817:45

A Milano Piazza Affari ha finito gli scambi in rialzo di più di mezzo punto percentuale. Il listino delle blue chip Ftse MIB ha guadagnato lo 0,55% circa. In cima al listino si collocano Terna, Snam, Recordati, Enel, A2a e Italgas. In controtendenza invece Stm, Buzzi Unicem, FCA, Saipem, Prysmian e CNH Industrial.

Daniele Chicca 28 Marzo 201817:45

A Milano Piazza Affari ha terminato gli scambi in rialzo di più di mezzo punto percentuale. Il listino delle blue chip Ftse MIB ha guadagnato lo 0,55% circa. In cima al listino si collocano Terna, Snam, Recordati, Enel, A2a e Italgas. In controtendenza invece Stm, Buzzi Unicem, FCA, Saipem, Prysmian e CNH Industrial.