Lindsey Group: “Bolla colossale nel mercato dei bond”

8 Luglio 2016, di Alberto Battaglia

NEW YORK (WSI) – “Una bolla epica di dimensioni colossali”, così Peter Boockvar, direttore amministrativo e capo analista presso il Lindsey Group, definisce a Cnbc quello che sta accadendo su mercati obbligazionari globali. Infatti, il mercato dei titoli di stato percepiti come “sicuri” stanno toccando rendimenti sempre più bassi: quello del Treasury bond Usa decennale questa settimana è sceso ai minimi storici. Secondo Boockvar gli investitori non si stanno affannando a comprare titoli dai rendimenti scarsissimi per l’interesse che offrono, bensì per conseguire guadagni in conto capitale (o capital gain).

Com’è noto, tanto più scende il tasso d’interesse, tanto più cresce il prezzo dell’obbligazione, con la possibilità di speculare sulle preoccupazioni che portano gli operatori a navigare verso la sicurezza dei bond. “E’ qualcosa che non avevamo mai visto prima”, afferma Boockvar.

Quanto potrà continuare il rally su questo genere di titoli? Secondo l’analista del Lindsey Group a favorire l’attrattiva dei Treasuries sono stati i rendimenti negativi dei bond tedeschi, svizzeri e giapponesi, uniti a politiche monetarie inappropriate. Quest’ultime secondo Bloockvar hanno colpito in particolare l’Italia che deve fare i conti da un lato con i tassi negativi che riducono la redditività delle banche e, dall’altro, con la necessità di raccogliere capitale per rattopparne i buchi lasciati dai crediti deteriorati. “Forse che le banche italiane ci stanno dicendo che gli istituti centrali e le loro politiche di tassi negativi stanno invero distruggendo i sistemi bancari europeo e giapponese?”, s’interroga l’analista.

Anche nel caso in cui Mario Draghi e Haruhiko Kuroda, governatori delle banche centrali europea e giapponese, facessero marcia indietro sui tassi negativi sui depositi, comunque, Boockvar prevede grosse ripercussioni sul mercato obbligazionario: “Anche se riportassero i tassi sui depositi a zero, si può immaginare una carneficina, almeno nel breve termine, sul mercato dei bond”.