Libertà di stampa sotto assedio: nuova norma pro-Casta

26 Maggio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Una nuova minaccia incombe sulla libertà di stampa. Porta la firma di Doris Lo Moro del Pd il disegno di legge che nel difendere gli amministratori pubblici da violenze e intimidazioni, contiene quella che è stata già ribattezzata come norma pro Casta.

La norma fa riferimento all’articolo 595 del Codice penale sul reato di diffamazione e l’aggravante prevista qualora l’offesa sia arrecata col mezzo della stampa, ancor più se indirizzata ad un politico, magistrato o singolo amministratore. Il Ddl Lo Moro aumenta la pena prevista, passando dagli attuali 6 a 9 anni.

L’articolo 3 del disegno di legge introduce di fatto nel Codice penale l’articolo 339 bis che prevede la reclusione fino a 9 anni se vengono commessi una serie di reati, dalla diffamazione alle lesioni personali, fino alla violenza privata, minaccia e danneggiamento, se il fatto è commesso dai giornalisti ai danni di un “componente di un corpo politico, amministrativo o giudiziario a causa dell’adempimento del mandato, delle funzione o del servizio”.

Il Ddl Lo Moro è stato già approvato dalla commissione Giustizia del Senato il 3 maggio scorso e ora è all’esame dell’Aula e da subito accende polemiche. “Strabiliante trovata”, “mero privilegio che ha l’effetto di intimidazione preventiva, “ norma alla marchese del Grillo” sono i commenti degli esponenti di Idea, il gruppo parlamentare di Gaetano Quagliariello e Carlo Giovanardi, contrari alla novità da inserire nel Codice Penale. Contrarietà è anche espressa dal Movimento 5 Stelle anche se pare abbia votato lo stesso provvedimento.

A difendere la libertà di stampa l’Ordine del giornalisti e la Fnsi, la Federazione Nazionale Stampa Italiana che tramite Raffele Lorusso e Giuseppe Giulietti, come riporta Il Messaggero sottolineano tutta la gravità della questione.

“È grave che il Parlamento lavori ad inasprire le sanzioni a carico dei giornalisti, soprattutto quelli che per svolgere il proprio dovere fanno i conti ogni giorno con intimidazioni e minacce della criminalità”.