Levata di scudi per stangata Trenitalia: “via metà stipendio lavoratori”

17 Gennaio 2017, di Mariangela Tessa

Scoppia la polemica contro gli aumenti annunciati da Trenitalia per gli abbonamenti dell’Alta Velocità in vigore da oggi. Il rincaro dei prezzi ha subito fatto infuriare i pendolari che, ogni giorno per andare al lavoro spenderanno “il 35% in più” secondo Federconsumatori, che ricorda che il paradosso è che risparmiare si può, ma a patto di scegliere la tessera che permette di viaggiare solo tra le 9 e le 17. Cioè quando i pendolari sono già (o ancora) in ufficio. Sulla linea Torino-Milano il rincaro sarà addirittura di 119 euro: dai 340 di prima ai 459 attuali.

Tra le proteste, in prima fila spicca il sindaco della città’ di Napoli Luigi de Magistris che chiede all’azienda, alla Regione e al governo di bloccare i rincari che colpirebbero i pendolari e provocherebbero gravi conseguenze anche per l’economia del territorio.

“Apprendiamo in queste ore che Trenitalia ha deciso un aumento medio del 35% per gli abbonamenti dei pendolari ai treni ad alta velocità anche per la tratta Napoli-Roma. Riteniamo questa decisione molto grave – fa sapere de Magistris in una nota – Un aumento spropositato degli abbonamenti costringerà migliaia di lavoratori che risiedono a Napoli e in Comuni dell’area metropolitana e che lavorano a Roma ad abbandonare i loro comuni per risiedere definitivamente nella Capitale con conseguenze pesanti per l’economia della nostra area metropolitana”.

Sulla questione è intervenuto anche Francesco Emilio Borrelli, presidente del gruppo consiliare Campania libera, Psi e Davvero Verdi in consiglio regionale.

“Ho chiesto al presidente De Luca di chiedere al Governo di intervenire per contrastare l’assurda scelta di aumentare gli abbonamenti per i pendolari dell’alta velocità che usano il treno per poter raggiungere il posto di lavoro, facendo enormi sacrifici pur di lavorare”. “È assurdo – afferma Borrelli – che si chieda a migliaia di persone di rinunciare a metà dello stipendio per poter raggiungere il posto di lavoro, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo in cui trovare un lavoro è particolarmente difficile”.

Per il senatore del Partito Democratico Stefano Esposito, vice presidente della Commissione Lavori pubblici e trasporti di Palazzo Madama:

“La decisione di Trenitalia di aumentare da 340 a 459 euro l’abbonamento per i pendolari Torino-Milano è inaccettabile. Definirla una stangata –sottolinea– è un eufemismo e le giustificazioni addotte da Barbara Morgante, amministratore delegato della società del gruppo Fs, secondo cui l’abbonamento non può contare su contributi pubblici e deve contribuire alla sostenibilità economica del servizio offerto, sono del tutto irricevibili”.

“Ora basta – conclude Esposito – l’atteggiamento arrogante di questi vertici deve terminare. Questa mattina ho incontrato il ministro Delrio che mi ha garantito un’immediata verifica su questa scelta, contestualmente ho richiesto al presidente della Commissione Trasporti al Senato la convocazione urgente dei vertici di Trenitalia. Garantisco ai pendolari della Torino – Milano, e non solo, il totale impegno affinché questi aumenti vengano cancellati”.