Legge Stabilità, canone Rai grana peggio dell’Imu

11 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

Come scrive anche La Stampa il nuovo canone Rai da pagare in diverse bollette rischia di diventare una grana da sbrogliare, forse persino peggio di Imu e Tasi per gli italiani. Con la Legge di Stabilità viene introdotta un’importante novità: gli intestatari di una bolletta elettrica che si presume abbiano la televisione istallata in casa dovranno sborsare la prima somma, sui 70 euro, a luglio anziché a gennaio.

A regime, dal 2017, le rate saranno dieci, a cadenza mensile e di importo pari a 10 euro (in genere le bollette sono bimestrali quindi le famiglie si troveranno 20 euro in più su ogni bolletta). L’anno prossimo si inizierà a versare già da gennaio.

Ancora non tutte le disposizioni sono definitive, dal momento che il provvedimento contenuto nella finanziaria dovrà essere integrato dall’Agenzia dell’Entrate, che si esprimerà entro fine gennaio. Le spiegazioni che la Rai offre sul suo sito servono a chiarire solo i casi più classici, come ad esempio quelli che riguardano il tipico nucleo famigliare con un capofamiglia a cui è intestata la bolletta.

Le casistiche e le variabili possibili sono però moltissime, le domande sono tante. Sul sito della Rai è indicato il Call Center per il nuovo Canone (199 123 000). Un servizio utile a cui ricorreranno in molti. Peccato che per le risposte bisogna pagare e non poco: il costo della chiamata è di 50 centesimi al minuto da telefono mobile.

Come ci si dovrà comportare nel caso in cui si possieda una seconda abitazione e questa sia in affitto? E ancora, cosa succederà  se all’interno dello stesso nucleo familiare la moglie è intestataria dell’abbonamento televisivo e il marito della bolletta della luce? La prima risulterà al pari degli evasori fiscali nel 2015? Come potrà cavarsela? Con una certificazione apposita, che al momento ancora non è messa a disposizione?

Inoltre non è ancora disponibile un modulo di auto certificazione da compilare per chi volesse essere esonerato dall’imposta perché non detiene una tv in casa. In questo caso specifico, l’Unione Nazionale Consumatori consiglia di non fare nulla per il momento.

“La dichiarazione di non detenere apparecchi deve essere resa nelle forme previste dalla legge, con modalità da definirsi con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate – dice l’associazione -. Si spera che, con la bolletta, sia anche allegato un modellino apposito per l’autocertificazione che eviti al consumatore dichiarazioni incomplete“.

Insomma è ancora il caos. Le seconda case sembra che saranno risparmiate, ma se sono in affitto ancora non è chiaro come bisognerà muoversi. Oltre che per la mancata chiarezza di tutta una serie di casi tra cui quelli sopra citati, le associazioni a tutela dei consumatori si lamentano inoltre per le troppe difficoltà e per il fatto che il numero per chiedere informazioni alla Rai costa 50 centesimi al minuto.