Legge elettorale, M5S da Renzi. Il premier apre alle preferenze: “Ma solo se c’è governabilità”

25 Giugno 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – E’ terminato il confronto alla Camera tra il Pd e il Movimento 5 Stelle. Diversamente da quanto atteso, e’ stato presente anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha subito affermato che le “regole si scrivono insieme”. Come previsto, assente invece il leader Beppe Grillo ma ha dichiarato successivamente di essere “molto soddisfatto da incontro”

Si è trattato di un confronto molto civile, diversamente dal precedente. Entrambe le delegazioni hanno potuto esprimere il loro punto di vista e i toni sono rimasti pacati, anche se non sono mancate ‘punzecchiature’ reciproche, un “ping-pong”, come loha definito Renzi.

E’ stato annunciato anche un successivo incontro “fra pochi giorni”.
“Se per voi va bene – ha detto il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (M5S) – massimo tre-quattro giorni ci rincontriamo e valutiamo i punti di caduta possibili”. “Abbiamo ascoltato le vostre critiche, approfondiamo poi facciamo un secondo incontro, affiancati da uffici legislativi, in una sede diversa da questa”, ha detto poi il deputato stellato Danilo Toninelli.

Il premier Renzi ha affermato durante l’incontro che il Pd non teme le preferenze. “La Moretti – ha detto – ha preso 230mila preferenze alle europee, quanti voti ha preso il primo di M5s? Trentamila? Ecco, capite che non abbiamo paura delle preferenze. Non lo dico per fare polemica… Quanti voti avete preso voi alle vostre primarie? Lei presidente (Di Maio, ndr) 182 voti? Noi con 182 preferenze non riusciamo a metterlo in consiglio comunale un candidato… Lo dico senza arroganza”.

Matteo Renzi boccia inoltre il progetto di legge elettorale proposto dal M5S. Nel corso del faccia a faccia Pd-M5S il capo del Governo ha sottolineato: “Voi dite che il Democratellum consente al cittadino di scegliere, ma date a un partito politico il diritto di allearsi con chi crede il giorno dopo le elezioni. Il vostro 21,2% porterebbe al 24,5 dei seggi, poi sono i capigruppo 5 stelle che decidono se allearsi con la Lega, Pd o Forza Italia. Cioè avete un risultato elettorale che vi spendete nel gioco parlamentare”.

Secondo Renzi il sistema “svizzero” della preferenza negativa introdotto dal M5S “ricorda più la nomination del Grande fratello ma a nostro giudizio pone problemi in più, corre il rischio di far controllare in alcune zone del Paese il voto, di voto di scambio, molto più che con le preferenze”. In ogni caso, ha aggiunto, “siamo pronti a ragionare di prefefenze se c’è certezza di governabilità. E’ fondamentale che chi vince le elezioni possa essere quello che governa”.

La governabilità è un valore, ma va “meritata”. Luigi Di Maio, M5s, risponde così alle obiezioni di Matteo Renzi sulla proposta grillina: “Non vogliamo assolutamente il muro contro muro, ma chi vince deve meritarselo. Se mettete in una coalizione tot partiti e le coalizioni sono illimitate e solo uno supera il 4%… quello è un corto circuito. Tanti piccoli partiti che non superano lo sbarramento, questa è una distorsione”. Replica il premier: “Condivido, al di là della realtà”.

L’ultimo faccia a faccia era durato poco più di cinque minuti, con il fondatore del Movimento 5 Stelle che si era alzato e se n’era andato.
Questa volta però, visto il calo dei consensi, al M5S conviene trattare.
Sicuramente il confronto non nasce nel clima più adatto, come riporta anche RaiNews24. Forse anche per questo motivo, Renzi e Grillo hanno deciso di non prendervi parte.

Alla vigilia del vertice sulla legge elettorale, i parlamentari del M5S hanno infatti attaccato il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi sul blog di Beppe Grillo: “Il recente testo del ministro Boschi costruisce un Senato di nominati – si legge – a cui solo come contentino al popolo, si toglie l’immunità per rendere più passabile la porcata. Noi abbiamo rigettato in toto la sconcia proposta, con il semplice emendamento 6.5: ‘sopprimere l’articolo”.

Chi partecipa

La nota del movimento: “Il M5S da sempre è contrario all’immunità dei parlamentari, e da anni promuove il ‘Parlamento pulito’”. Mentre il Pd sembra fermo a non voler cedere sulla questione preferenze. Il premier Matteo Renzi non ha ancora deciso se parteciperà all’incontro; per il Pd attesi i vice segretari Debora Serracchiani e Lorenzo Guerini con i capigruppo Roberto Speranza e Luigi Zanda; per il M5s ci sarà il vice presidente dei 5s alla Camera Luigi Di Maio, i due capigruppo Giuseppe Brescia e Maurizio Buccarellaoltre a Danilo Toninelli. Probabile assente Beppe Grillo.

Insulti sessisti

“Meglio se faceva la pornostar”; “Bella fuori ma putrefatta dentro”. Insulti sessisti di questo genere sono apparsi ieri sulla pagina Facebook di Beppe Grillo indirizzati al ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, scatenando i commenti questa volta di difesa da parte di altri visitatori, ma anche la reazione di solidarietà e vicinanza da parte di politici e parlamentari.

Solidarietà bipartisan

Subito dunque nei confronti del ministro è arrivata la solidarietà bipartisan. Un passo avanti viene fatto dal democratico Stefano Pedica, che si chiede: ”Dopo gli insulti sessisti piovuti sulla pagina Facebook di Grillo contro il ministro Boschi, ha ancora senso l’incontro di domani con i cinquestelle sulle riforme?”.