Elezioni: Rosatellum bis è legge, come funziona

27 Ottobre 2017, di Alessandra Caparello

Via l’Italicum arriva il Rosatellum, la nuova legge elettorale che prende il nome dal capogruppo del Pd alla camera che lha proposta Ettore Rosato. Ma cos’è il Rosatellum? Come funziona?

Il Rosatellum è una legge mista, proporzionale-maggioritaria. Circa un terzo dei parlamentari sarà eletto in circoscrizioni uninominali e ogni partito o coalizione potrà presentare un solo candidato. Vince chi prende anche un solo voto più degli altri. I restanti due terzi dei parlamentari saranno eletti con il sistema proporzionale e ogni partito eleggerà i parlamentari in base al numero di voti che raccoglie.

Le regole di voto alla Camera e al Senato

In sostanza alla Camera i 630 seggi saranno assegnati 232 in collegi uninominali – di cui 6 per il Trentino Alto Adige, due per il Molise e uno per la Val d’Aosta – 386 in piccoli collegi plurinominali (circa 65 collegi, da definire con legge delega) e 12 nella circoscrizione estero. Ogni partito o coalizione presenterà un solo candidato e sarà eletto quello che prenderà almeno 1 voto in più degli altri nel collegio.

Simili le regole previste dal Rosatellum al Senato dove i 315 seggi si divideranno 109 in collegi uninominali – di cui sei per il Trentino Alto Adige, uno per il Molise, uno per la Val d’Aosta, 200 in piccoli collegi plurinominali e 6 nella circoscrizione estero. Il Senato deve essere eletto su base regionale. Mentre la ripartizione dei seggi tra le liste alla Camera è effettuata su base nazionale, il riparto del Senato sarebbe solo regionale e quindi meno dipendente dal totale nazionale dei voti del Senato.

Soglia di sbarramento al 3%

I partiti dovranno ottenere almeno il 3 per cento dei voti su base nazionale. La soglia di sbarramento del Rosatellum nella quota proporzionale è fissata al 3% su base nazionale, sia al Senato che alla Camera, in aggiunta è prevista anche una soglia minima del 10% per le coalizioni. I partiti che non raggiungono questa soglia non eleggeranno alcun parlamentare.

Sono ammese le pluricandidature, cioè sarà possibile presentarsi in diversi collegi, ma solo nella quota proporzionale: ogni candidato potrà presentarsi in cinque collegi proporzionali differenti. Ci si può candidare in un unico collegio uninominale, ma si può essere contemporaneamente candidati in cinque collegi proporzionali. Per quanto riguardale quote rosa il Rosatellum prevede che ciascuno dei due sessi non possa rappresentare più del 60% dei candidati di un listino bloccato e che ciascuno dei due sessi non possa rappresentare più del 60% dei capilista nei listini di un singolo partito.

La scheda elettorale

Il voto sarà espresso su una sola scheda e sarà vietato il voto disgiunto, ovvero la possibilità di votare un candidato nel collegio uninominale e una lista a lui non collegata nella parte proporzionale. Il voto sarà annullato se dovesse essere barrata la casella di un candidato al collegio uninominale e la casella di una lista diversa da quelle che lo appoggiano. Sulla scheda l’elettore esprime il voto sia per la parte maggioritaria sia per la quota proporzionale. Sotto ad ogni candidato nel maggioritario ci saranno i simboli delle liste a lui collegate nel proporzionale e accanto al simbolo delle liste saranno stampati i nomi dei candidati del corrispondente listino bloccato. Si potrà votare segnando la lista o il nome di un candidato nell’uninominale. In caso di doppio segno su un candidato e sulla lista corrispondente il voto rimanga valido. Al fine di evitare le frodi, gni scheda avrà un tagliando antifrode con un numero univoco, che gli scrutatori segneranno nel momento in cui consegnano la scheda all’elettore.