Legge di bilancio: in arrivo la fusione IMU e Tasi

10 Ottobre 2019, di Alessandra Caparello

Potrebbe presto vedere la luce la tanto annunciata fusione di Imu e Tasi, inserita nella manovra di bilancio allo studio del governo. Nelle scorse settimane Alberto Gusmeroli, vicepresidente leghista della Commissione Finanze della Camera, e Leonardo Tarantino, componente della VI Commissione avevano anticipato che la proposta di fusione Imu-Tasi, con l’abolizione della Tasi e l’invio a casa del modello F24 in forma precompilata, “sarà molto probabilmente inserita in Manovra”.

Due imposte molto simili, Imu e Tasi, inserite insieme alla Tari, la tassa sui rifiuti nella IUC, acronimo di Imposta Unica Comunale. L’Imu è l’imposta municipale sugli immobili che ha preso il posto dell’Ici, mentre la Tasi  è il tributo comunale sui servizi indivisibili quali la manutenzione stradale, la pubblica illuminazione, ecc..
Entrambe non sono dovute sull’abitazione principale a patto che non sia di lusso o di pregio ossia non rientri nelle categorie catastali A1, A8 e A9. Entrambe poi seguono le medesime regole per quanto riguarda il calcolo, ossia rendita catastale rivalutata al 5 per cento e poi vari e diversi coefficienti, a seconda della tipologia immobiliare di riferimento.
Insomma due imposte simili che si pagano alle stesse scadenze -16 giugno acconto e 16 dicembre saldo a conguaglio – e da qui l’idea, in nome della semplificazione fiscale, di unirle.

Confedilizia avverte però che dietro la fusione Imu e Tasi si nascondono rincari.

Tenerle separate rappresenta una difesa naturale contro la possibilità di rialzi arbitrari”, spiega il presidente Corrado Sforza Fogliani, “difesa naturale che sparirebbe con la fusione delle due, e per di più in cambio di nulla. Non è certo la possibilità di compilare un solo rigo del modello F24 invece di due a semplificare la vita dei cittadini”.