Economia

Incentivi previdenziali e Legge di Bilancio: cosa prevede la proposta che guarda al Trentino

Il capitolo previdenziale della prossima manovra economica potrebbe arricchirsi di una novità destinata alle famiglie con figli appena nati. Secondo quanto scrive il Sole 24 Ore, Fratelli d’Italia starebbe infatti lavorando a una proposta che prevede incentivi finanziari per iscrivere i neonati a fondi di previdenza complementare, un’idea che nasce per promuovere la cultura del risparmio previdenziale fin dai primi anni di vita.

Il modello del Trentino-Alto Adige

L’ipotesi, ispirata al modello già sperimentato in Trentino-Alto Adige, dove nei mesi scorsi la Giunta regionale ha introdotto un bonus per ogni bebè finalizzato proprio a incentivare l’iscrizione ai fondi pensione. In concreto, la misura prevede un contributo economico erogato dallo Stato a favore di ogni nuovo nato, versato direttamente in una forma pensionistica integrativa intestata al minore.

Secondo i promotori, l’obiettivo sarebbe duplice: favorire un approccio previdenziale sin dalla nascita e contribuire a ridurre nel tempo il divario tra pensioni pubbliche e redditi da lavoro.

Il meccanismo è semplice: alla nascita – o in caso di adozione o affidamento – la Regione versa 300 euro direttamente nella posizione previdenziale del bambino. Nei quattro anni successivi, a condizione che la famiglia versi almeno 100 euro annui nello stesso fondo, è previsto un ulteriore contributo di 200 euro all’anno, per un totale complessivo di 1.100 euro.
Il beneficio è accessibile non solo ai nuovi nati dal 1° gennaio 2025, ma anche – in via transitoria – ai bambini che, alla stessa data, non abbiano ancora compiuto cinque anni.

Finalità e impatto economico

Si tratta di una misura che nasce dalla consapevolezza che con il sistema contributivo a regime le pensioni future saranno mediamente più basse rispetto al passato. L’iniziativa mira quindi a stimolare un risparmio previdenziale costante nel tempo, con l’effetto di rafforzare anche la sostenibilità complessiva del sistema.

Il disegno di legge trentino, dal titolo “Incentivo all’iscrizione a forme di previdenza complementare di nuovi/e nati/e”, prevede uno stanziamento di 3,2 milioni di euro per il primo anno e 2 milioni annui a regime. Per accedere al contributo, la famiglia deve risiedere da almeno tre anni nella regione e il minore deve avere o acquisire la residenza in Trentino-Alto Adige.

L’iniziativa ha attirato l’attenzione di diversi esponenti della maggioranza, che vedono nella misura un prototipo esportabile su scala nazionale.
Se la proposta troverà spazio nella manovra, l’Italia potrebbe così diventare uno dei primi Paesi europei a introdurre un incentivo strutturale alla previdenza integrativa infantile, segnando un cambio di passo nella politica sociale e previdenziale del Paese.