Lega Nord rischia crac finanziario. Ma Salvini ha un asso nella manica

30 Agosto 2017, di Alessandra Caparello

Matteo Salvini e la Lega Nord vicini al crac finanziario. O forse no. Dopo la condanna in primo grado per truffa ai danni dello Stato dell’ex segretario del Carroccio e del suo tesoriere, Umberto Bossi e Francesco Belsito con il conseguente sequestro cautelativo di 48 milioni di euro, le casse del partito sono all’asciutto.

Quando infatti si busserà alle porte della segreteria amministrativa del Carroccio per attuare il sequestro il rischio di rimanere delusi è alto. Sequestrando le proprietà immobiliari della Lega si arriva a malapena ad un quarto di quella somma, e anche congelando i conti, i giudici potranno recuperare circa 165mila euro, non di più. Da qui la prospettiva di sequestrare anche tutti i finanziamenti privati e pubblici, in arrivo al partito. A rischio quindi la prossima campagna elettorale.

Ma come scrive Franco Bechis su Libero Quotidiano, Matteo Salvini ha un asso nella manica. Si tratta di 12 federazione create ad hoc dal segretario e dotate di un proprio patrimonio e di una propria liquidità.

Sono in tutto 12 queste federazioni autonomie, Emilia, Friuli, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Romagna, Toscana, Trentino, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, tutte economicamente importanti e che permettono di ridurre i flussi finanziari della Lega Nord nazionale.

“La sola federazione lombarda ha denaro in cassa per più di 3 milioni di euro e un patrimonio netto di quasi 3 milioni. In tutto dunque tiene da parte più di 6 milioni di euro, e vale più del partito nazionale. (…) Tutte insieme le 12 strutture federali della Lega hanno da parte secondo il bilancio al 31 dicembre 2016 8 milioni e 376 mila euro fra liquidità, titoli e patrimonio netto: è circa il 50% di più di quello su cui oggi può scattare l’ eventuale provvedimento della magistratura, se il giudice dovesse accogliere le richieste dei pm”.