Le tante incognite sul piano di salvataggio di Mps

3 Agosto 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Resta piu’ di un’ombra sul piano di salvataggio di Mps. E in particolare sui 27 miliardi di euro di sofferenze che il piano di Mps, studiato dall’amministratore delegato Fabrizio Viola con Lazard, Jp Morgan e Mediobanca, vuole eliminare.

” Una cifra enorme – scrive Stefano Righi sul Corriere della Sera –  ma non è ancora chiaro cosa ci sia nel portafoglio di Mps di così pesante da affondare la banca se non si interviene rapidamente. Di certo ci sono circa 12 mila posizioni, che hanno ottenuto finanziamenti dalla banca di Rocca Salimbeni e che non sono poi riusciti a restituirli”.

Si legge ancora nell’articolo:

“Non ci sono evidenze — sottolinea chi ha potuto vedere i dossier — di casi truffaldini, come invece si è visto in alcune altre banche finite recentemente sotto la lente della magistratura. A Siena si rileva invece una clamorosa passata carenza nella fase di istruttoria dei crediti, sviste madornali nel momento della valutazione dei rischi, errate valutazioni del merito di credito. Prestiti che sono finiti a finanziare per la stragrande maggioranza famiglie e piccole attività imprenditoriali. La percentuale delle aziende di maggiore dimensione, le cosiddette corporate, è molto bassa”.

Per far avere una situazione piu’ chiara, bisognerà aspettare

“L’analisi delle posizioni è all’inizio: serviranno circa quattro mesi per arrivare a definire il contenuto dei dossier in sofferenza. Solo a novembre infatti si riuscirà ad avere una chiara fotografia dei cash flow che potranno essere generati”.

Fonte: Corriere.it