Economia

Le Pen: “Francia fuori dall’euro in due anni”

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Non è un segreto che Marine Le Pen, accreditata del 39% delle intenzioni di voto al ballottaggio delle elezioni presidenziali francesi, voglia abbandonare l’euro. Mentre è partito il conto alla rovescia per il voto di domenica prossima, Le Pen è voluta tornare torna ancora una volta sul suo progetto di uscita dalla Francia dall’area della moneta unica. In un’intervista, rilasciata all’agenzia di stampa, la candidata all’Eliseo ha ribadito di voler far uscire la Francia dall’euro e di sperare di riuscirci entro due anni.

Una moneta nazionale, secondo Le Pen, proteggerebbe meglio il denaro dei risparmiatori, ma “l’establishment” vuole “terrorizzare” gli elettori facendolo loro credere il contrario. Sotto si può guardare il video dell’economista anti euro Charles Sannat, che spiega quanto varrebbe il franco francese nel caso di addio all’euro da parte della seconda potenza economica del blocco a 18.

Le Pen ha detto che l’obiettivo è trasformare la ‘moneta unica’ euro in una ‘moneta comune’ euro, tornando all’antenato Ecu, che era una unità di conto che non impediva ai singoli Paesi di aver la propria valuta”. La candidata alle presidenziali francesi, ha sottolineato infine di non escludere di imporre controlli sui capitali in caso di una corsa al ritiro del denaro dalle banche, nonostante ritenga che essi non saranno necessari.

Concetto analogo è stato ribadito qualche giorno fa in un’intervista a Le Parisien, in cui la leader del Front National, dopo aveva ribadito che “l’euro è morto”, ha presentato il suo programma per la Frexit: refrendum prima, poi doppia moneta, quella comune “solo per le grandi imprese che fanno commercio internazionale”, un’altra “nazionale”.

Negando che negli ultimi tempi della campagna elettorale abbia sfumato l’imperativo di uscire dall’euro, Marine Le Pen ha spiegato di voler mettere la parola fine “all’Europa della sanzione, del ricatto“, che “non è più accettata dal nostro popolo”. Il referendum, ribadisce la candidata alle presidenziali, verrà preceduto da “negoziati con l’Unione europea su quattro elementi essenziali per garantire la nostra sovranità: il suo territorio, la sua legge, la sua economia e la sua moneta.

Condurrò questi negoziati con i nostri partner europei, perché so che molti condividono questa aspirazione di veder tornare in seno alle rispettive sanzioni questi elementi di sovranità. E affiderò ai francesi il compito di decidere sui risultati di questi negoziati”.

Quanto varrebbe il franco dopo l’addio all’euro

Ci sono due scenari diversi da prendere in considerazione. Uno in cui l’euro fallisce o l’altro se è la Francia che esce dall’euro con la moneta unica che continua a essere in circolazione. Oggi la Francia vale il 25% del Pil dell’area euro. Se la Francia se ne va si può pensare che verosimilmente la Germania non manterrà la moneta unica con paesi del Sud d’Europa come Italia, Grecia, Cipro, secondo Sannat.

Se invece l’euro resiste, si può immaginare che tecnicamente la Francia è nella parte alta della media dell’area euro e pertanto che il franco francese non sarebbe troppo svalutato rispetto all’euro in un’unione monetaria senza la Francia. Germania, Austria, Olanda e Lussemburgo. In uno scenario di aggravamento delle condizioni economiche in Italia e nei paesi deboli dell’area euro, l’economista immagina che la Francia possa addirittura ritrovarsi con una moneta più forte della moneta unica, cosa che non sarebbe vantaggiosa però per le attività commerciali di Parigi.

Se l’euro non resiste senza la Francia, e tutti i paesi tornano alla valuta nazionale, il franco si ritroverà con il tempo con un marco più forte, ma una lira e una peseta più deboli. Si ritornerebbe, secondo l’economista, a meccanismi di aggiustamenti monetari economici.