Le nuove regole sui mutui

11 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Mutui, si cambia. Grazie alle nuove norme approvate ieri (in via provvisoria) dal Parlamento europeo, chi acquista casa avrà la possibilità di essere meglio informato meglio sui costi e sui rischi legati all’imprese, anche con una parziale difesa dalle oscillazioni di mercato che gonfiano le rate e in caso di mancato rimborso del prestito. L’accordo deve essere ancora finalizzato. L’assemblea desidera perfezionarlo per garantire che siano correttamente recepite in tutta l’UE.

Secondo le fonti del Parlamento, la legislazione coprirà le ipoteche su immobili residenziali, immobili residenziali che comprendono uno spazio ufficio e terreni edificabili. Alcuni requisiti saranno adattati per riflettere le differenze tra i mutui nazionali degli Stati membri e sui mercati immobiliari, ma le informazioni per gli acquirenti dovranno essere presentate in un formato coerente in tutta l’UE.

Chiunque contragga un mutuo nell’UE dovrebbe ricevere informazioni comparabili sui prodotti disponibili che comprendono il costo totale e le conseguenze finanziarie nel lungo periodo previste dal prestito. Le condizioni di credito offerte ai mutuatari dovrebbero corrispondere alla loro situazione finanziaria attuale e tener conto delle loro prospettive e delle possibili regressioni.

Inoltre, gli acquirenti dovrebbero poter usufruire di un periodo di riflessione obbligatorio di 7 giorni prima della sottoscrizione del prestito, oppure di 7 giorni per esercitare il diritto di recesso dopo la conclusione del contratto.

Il voto ha introdotto norme più flessibili – tra le quali il diritto del mutuatario di rimborsare il prestito iniziale – soggette a possibili modalità che saranno decise dagli Stati membri, nonché il diritto del creditore a un equo indennizzo per il rimborso anticipato.

Tuttavia, sarà vietato chiedere ai mutuatari di pagare penali per il rimborso anticipato. Questo è un passo avanti cruciale.

Sulla base delle nuove norme, per i prestiti erogati in valuta estera il mutuatario deve essere informato prima della firma del contratto che l’importo delle rate da corrispondere potrebbero aumentare. In alternativa, al mutuatario potrebbe essere consentito di cambiare la valuta, a determinate condizioni e al tasso di cambio indicato nel contratto di prestito.

E’ stata quindi aggiunta una nuova norma che prevede che la restituzione delle garanzie, come la proprietà stessa, sarà sufficiente a rimborsare il prestito, a condizione che il creditore e il debitore lo abbiano esplicitamente accettato nel contratto di prestito.

Secondo il testo, qualora un beneficiario non rimborsi il prestito, la legislazione dovrebbe includere requisiti per la vendita della proprietà volte a ottenere “il miglior prezzo possibile”, per agevolare il rimborso del debito residuo, in modo da proteggere i consumatori e prevenire il loro indebitamento eccessivo per lunghi periodi.

E adesso? I deputati hanno adottato il testo finale, ma prima di approvare la normativa nel suo insieme, il Parlamento chiede agli Stati membri di impegnarsi a garantire che le norme siano correttamente applicate sul loro territorio, vale a dire in tutta l’UE. Nonostante tutto, non sarà semplice. L’Abi, associazione delle banche italiane, esprime soddisfazione per il provvedimento, ma chiede che, oltre alle nuove regole, si adotti una vera prassi comune per tutti i paesi europei.

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