Le aziende della moda italiana con proprietari stranieri

14 Febbraio 2020, di Massimiliano Volpe

 

La presenza di gruppi stranieri nella moda italiana è sempre più rilevante tanto che 70 delle 173 aziende (il 40%)  comprese nell’analisi di Mediobanca sul Sistema Moda Italia hanno una proprietà straniera e in tutto controllano il 34,7% del fatturato aggregato (il 14,2% è francese, fra cui LVMH e Kering, entrambe con il 5,4%).
Questa la fotografia che scatta l’Area Studi Mediobanca presentando la nuova edizione della ricerca sul Sistema Moda in cui vengono analizzate le dinamiche delle 173 Aziende Moda Italia con un fatturato superiore a 100 milioni di euro nel 2018 e dei principali gruppi europei del settore.

Nonostante ciò, le società a controllo italiano performano meglio in quanto a redditività (ebit margin al 9,3%) rispetto a quelle controllate da gruppi stranieri (6,2%). In particolar modo,
sono le aziende quotate con la quota di maggioranza in capo a una famiglia che registrano l’ebit margin migliore (13,4%) e che al contempo si mostrano più propense all’export (l’86,1%
del loro fatturato proviene dall’estero). Complessivamente, le Aziende Moda Italia hanno ottenuto nel 2018 un ebit margin dell’8,2%, con l’occhialeria e la pelletteria sugli scudi
(rispettivamente 12% e 10,2%).

Delle 173 aziende analizzate, sono solo 15 le quotate in borsa. Queste società determinano però ben il 29% del fatturato aggregato e hanno un ebit margin nettamente superiore (11,7% contro il 6,8% delle altre), a dimostrazione di come l’apertura ai mercati borsistici possa dare grande impulso sia in termini di redditività sia di proiezione internazionale. Proprio quest’ultima è una delle caratteristiche più rappresentative della moda italiana: il 72,2% del fatturato complessivo proviene, infatti, dall’estero, molto più del totale del settore manifatturiero (58,3%) e con ancora una volta in testa l’occhialeria (89,6%)

Nel complesso le aziende monitorate da Mediobanca hanno registrato nel 208 un giro d’affari totale di 71,7 miliardi di euro  (+22,5% sul 2014 e +3,4% sul 2017). Si tratta di una crescita importante che ha avuto nel 2015 una notevole impennata (+9,4%) e che, nonostante abbia rallentato negli anni successivi, non è mai stata inferiore al +3,4% annuo.
Insieme al fatturato aggregato cresce anche il peso del comparto sul Pil nazionale (1,2%, contro l’1,1% del 2014) rispetto al quale la moda nell’ultimo quinquennio ha viaggiato a una velocità quasi doppia. Bene anche gli utili che nel 2018 hanno raggiunto i 3,7 miliardi di euro (+25,2% sul 2014).