Lavoro, in Italia “aumento brutale” diseguaglianze

3 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – All’Italia servono circa 1,7 milioni di posti di lavoro per riportare il tasso di occupazione a livelli pre-crisi. E’ quanto sottolinea l’Ilo nel suo rapporto sul mondo del lavoro 2013. A partire dal secondo trimestre del 2008, si legge nel testo, l’economia italiana ha perso circa 600 mila posti di lavoro e, nello stesso periodo, la popolazione in eta’ lavorativa e’ aumentata di circa 1,1 milioni.

A partire dal 2007 il numero dei lavoratori italiani precari e’ aumentato di 5,7 punti percentuali e ha raggiunto il 32% degli occupati nel 2012 – riferisce ancora l’Organizzazione Internazionale per il Lavoro (Ilo) nel suo rapporto 2013. “La percentuale dei contratti a tempo determinato sull’insieme dei contratti precari è probabilmente aumentata a seguito della riforma Fornero”, osserva poi l’Ilo.

“I lavoratori giovani non devono prendere il posto di quelli piu’ anziani” nel mercato del lavoro ed il governo dovrebbe individuare altri mezzi a sostegno dell’occupazione giovanile afferma l’Ilo.

Il rapporto poi evidenzia che il numero delle persone senza lavoro nel mondo e’ destinato a continuare a crescere, dagli attuali 200 milioni a 208 milioni nel 2015, fino a 214 milioni nel 2018. E “preoccupante” l’istituto definisce soprattutto il continuo declino della classe media, “non solo per la tenuta dell’inclusione sociale, ma anche per ragioni economiche”. A titolo d’esempio, in Spagna la classe media e’ diminuita dal 50% nel 2007 al 46% nel 2010. Negli Stati Uniti il 7% piu’ ricco della popolazione ha registrato un aumento del reddito netto medio dal 56% nel 2009 al 63% nel 2011, mentre il rimanente 93% ha subito una contrazione.

E In Germania e ad Hong Kong, ad esempio, il salario degli amministratori delegati delle imprese piu’ grandi e’ aumentato di oltre il 25% tra il 2007 e il 2011. Negli Stati Uniti, gli amministratori delegati delle aziende maggiori, nel 2011, hanno guadagnato mediamente 508 volte il reddito di un lavoratore medio.

Di qui l’invito dell’Ilo ad “applicare le misure di risanamento fiscale a un ritmo sostenibile”, ad avere “maggiore attenzione alle conseguenze occupazionali e sociali delle politiche macroeconomiche”, a “trovare una soluzione rapida alle insufficienze che esistono tuttora nel sistema finanziario” e che limitano pesantemente l’accesso al credito soprattutto per le aziende di piu’ piccole dimensioni. (RaiNews 24)