Lavoro: in estate boom di assunzioni, specie al Sud

10 Giugno 2019, di Alessandra Caparello

Buone notizie sul fronte del lavoro. Tra giugno e luglio si registrano quasi 934 mila nuovi ingressi nel mercato del lavoro secondo le previsioni di assunzione programmate dagli imprenditori italiani.

Lo afferma la Cgia di Mestre secondo cui tra questi, 2 su 3 ossia circa il 66% troveranno lavoro in una piccola impresa con meno di 50 dipendenti. Con gran sorpresa, è il Sud a segnare il maggior numero di neo assunti con oltre 258mila assunzioni, pari al 27,6% del totale. Il settore che vedrà il maggior numero di neo assunti è quello dei servizi (677.550 addetti), il 20% nell’industria (186.580 unità) e, infine, il rimanente 7,5 per cento nelle costruzioni (69.890 lavoratori).

A livello regionale sarà la Lombardia a assicurare le maggiori opportunità di impiego (165.400), a seguire scorgiamo il Lazio (88.190) e il Veneto (87.950). Tra le province, invece, svetta Milano (70.240) e subito dopo individuiamo Roma (69.590) e Napoli (32.340).

“Ancora una volta sono le piccole aziende a dare una risposta importante a chi aspira a trovare un posto di lavoro. E nei prossimi mesi lo faranno soprattutto quelle presenti nel Mezzogiorno. In Calabria, ad esempio, l’85,1 per cento dei nuovi ingressi sarà garantito da queste realtà produttive, in Puglia dal 77,6 per cento e in Sicilia e in Campania dal 75,4 per cento. Risultati straordinari che dimostrano che anche nelle regioni maggiormente in difficoltà economica, la stragrande maggioranza dei piccoli imprenditori sono in grado di offrire una chance soprattutto ai giovani”.

Questo il commento del coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo. Gli fa eco il Segretario Renato Mason.

“Come dicevamo più sopra  il 72,5 per cento dei nuovi assunti troverà lavoro nei servizi e poco più della metà di questi addetti, pari a 345.600 persone, sarà occupata in attività commerciali, ricettive e della ristorazione. Settori, questi ultimi, molto diffusi nelle realtà ad elevata vocazione turistica. Sebbene nell’indagine non sia riportata la tipologia contrattuale che verrà applicata a questi nuovi assunti, appare evidente, visto che l’arco temporale monitorato riguarda i mesi estivi di giugno e luglio, che una buona parte di questi lavoratori sarà assunta con un contratto a termine. E la possibile introduzione del salario minimo per legge, rischia, nel prossimo futuro, di aumentare enormemente il costo del lavoro soprattutto per le piccolissime imprese con effetti negativi sul fronte occupazionale”.