Lavoro: aumentano salari, ma solo nel privato

28 Luglio 2016, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – Buone notizie arrivano dall’Eurostat. I redditi pro capite delle famiglie nella zona euro  sono saliti dello 0,9% nel primo trimestre 2016, dopo un aumento dello 0,3% nel trimestre precedente. Mentre i consumi sono saliti di 0,8% dopo l’aumento di 0,1%. Nella Ue-28 invece i redditi pro capite sono saliti dell’1,3%, dopo un aumento di 0,4% dell’ultimo trimestre 2015.

E in Italia come stanno le famiglie? A snocciolare i dati è l’Istat secondo cui nel mese di giugno la busta paga degli italiani registra una lieve crescita. La retribuzione contrattuale oraria infatti, sempre secondo i dati Istat, è aumentata dello 0,2% rispetto al mese precedente e dello 0,7% su base annua, rispetto quindi a giugno dello scorso anno. Secondo quanto rende noto l’Istituto di statistica italiano inoltre, complessivamente nei primi sei mesi dell’anno, la retribuzione oraria media è cresciuta dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2015.

Entrando nei dettagli nel mese di giugno registrano un incremento tendenziale dello 0,9% per i dipendenti del settore privato (0,6% nell’industria e 1,1% nei servizi privati) e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. Gli incrementi tendenziali maggiori registrati nel mese di giugno sono per i settori tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (3,4%), commercio (2,0%), energia elettrica e gas (1,9%).

Nulle invece le variazioni nei settori del legno, carta e stampa, della metalmeccanica, dei servizi di informazione e comunicazione, delle telecomunicazioni e in tutti i comparti della pubblica amministrazione. Variazione negativa dello 0,1% inoltre si registra nel settore dell’acqua e servizi di smaltimento rifiuti.

Guardando ai contratti in scadenza, infine rivela l’Istat che complessivamente quelli in attesa di rinnovo sono 50 (di cui 15 appartenenti alla pubblica amministrazione) e riguardano circa 8,2 milioni di dipendenti (di cui circa 2,9 milioni nel pubblico impiego). Sono nel complesso cifre comunque più rassicuranti di quelle pubblicate in Grecia, dove 127mila poveretti sono pagati 100 euro al mese.