Lavoro, agenti segreti per scovare i finti malati

17 Agosto 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Una vera e propria novità potrebbe cambiare le regole attuali sulle malattie dei dipendenti  che se fingono una malattia per restare a casa o sbrigare le loro faccende personali rischiano il licenziamento per giusta causa. Una sentenza della Suprema Corte di Cassazione, la sentenza n. 17133 del 2016, ha indicato come legittimo l’utilizzo da parte del datore di lavoro di investigatori privati per seguire il dipendente nel periodo di malattia e verificare se davvero è affetto da problemi di salute che lo hanno costretto a stare fuori dall’ufficio.

Nel dettaglio la sentenza riguardava il caso di un dipendente affetto da lombosciatalgia certificata dal medico di base che gli impediva di lavorare, così come scritto nel documento del dottore. Seguito da un 007 al soldo del suo capo era emerso che il pedinato in realtà aveva fatto azioni e movimenti incompatibili con la patologia certificata. Da qui il licenziamento e il ricorso in Cassazione.

I giudici della Corte hanno dato ragione al datore di lavoro indicando come legittimo il licenziamento per giusta causa e hanno così dato vita ad un precedente giurisprudenziale che potrà fare scuola. Il datore di lavoro infatti –secondo quanto stabilito dalla Cassazione .  potrà ricorrere ad un’agenzia investigativa per verificare l’attendibilità del certificato medico.

L’azienda può così dimostrare l’illecito comportamento del dipendente sulla base dell’osservazione di tutta una serie di azioni e movimenti incompatibili con la malattia da quest’ultimo dichiarato e in tal caso si parla di  “simulazione fraudolenta dello stato di malattia” con conseguente licenziamento. Se però il datore di lavoro può far spiare e pedinare il lavoratore fuori dal luogo di lavoro non potrà mai farlo sul posto di lavoro mentre sta svolgendo la sua attività lavorativa.