La verità: Letta non ha la maggioranza

14 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Camera dei Deputati limitata a quattro forze politiche – Pd, M5S, Fi e Ncd – e governo Letta senza maggioranza: sarebbero questi gli effetti della applicazione della legge elettorale come modificata dalla Consulta all’ultimo sondaggio di ieri fatto da Ipr sul consenso ai partiti. La virtuale distribuzione dei seggi è stata fatta da Ipr per ANSA.

261 seggi al Pd, 167 a M5S, 159 a Forza Italia, 43 al Nuovo Centrodestra: sarebbe questa – limitata, dunque, a solo quattro forze politiche – la composizione della Camera, applicando la legge elettorale come definita dalla Corte Costituzionale ai risultati del sondaggio di ieri di Ipr Marketing sui consensi delle forze politiche.

Il Pd e il Nuovo Centrodestra, che attualmente sostengono il governo Letta, non avrebbero la maggioranza di 316 deputati su 630: insieme, infatti, potrebbero contare su 304 deputati.

La virtuale distribuzione dei seggi è stata fatta da Ipr Marketing per ANSA applicando il sistema proporzionale, con soglia di sbarramento al 4% e senza premio di maggioranza.

‘No a candidati paracadutati in collegi (Mattarellum), no a liste bloccate (Porcellum)’. Lo scrive Alfano in un tweet ribadendo che ‘il cittadino deve scegliere eletto e premier’. E mentre il M5S si affida ad un referendum online per decidere la strada da seguire, il padre del ‘porcellum’ Calderoli commenta la sentenza della Consulta: ‘è la mamma di tutti i porcelli’.

Esperti costituzionalisti in audizione alla Camera, divisi fra doppio turno e Mattarellum. Boldrini: ‘rispettare i tempi ed arrivare a fine mese con un testo in aula’.

Alfano, cittadino scelga eletti e premier – “No a candidati paracadutati in collegi(Mattarellum), no a liste bloccate(Porcellum)” . Lo scrive il vice premier Alfano in un tweet dopo le motivazioni della Consulta sulla legge elettorale. “Cittadino deve scegliere eletto e premier”, conclude Alfano.

Calderoli, partorita “madre di tutte porcate” – “La toppa è peggio del buco. Il pronunciamento della Corte è tardivo e discutibile: 8 anni ha atteso colpevolmente il Parlamento, ma 8 anni ha atteso anche la Consulta per dare una risposta. Contestai per primo il porcellum, ma la legge esitata dalle motivazioni della Corte è la mamma di tutti i porcelli, cioè una porcata all’ennesima potenza visto che reintroduce il modello di 20anni fa, la legge che ha partorito e tenuto in vita la I Repubblica”. Lo dice il leghista Roberto Calderoli in una nota.

Esperti divisi tra Mattarellum e doppio turno – Esperti divisi tra ritorno al Mattarellum e doppio turno: è quanto emerso alle audizioni sulla legge elettorale svolte in Commissione Affari costituzionali il giorno dopo la sentenza della Corte costituzionale, sulla quale sono arrivate critiche anche da alcuni dei costituzionalisti.

In commissione, oltre a Mario Dogliani, Andrea Morrone, Cesare Pinelli, Gino Scaccia, Salvatore Vassallo e Niccolò Zanon è stato ascoltato anche Felice Besostri, uno dei promotori del ricorso davanti alla Corte contro il Porcellum. Dogliani ha parlato di “acrobazie verbali della sentenza”, Morrone ha usato il termine “discutibile”, mentre secondo Vassallo, “la Corte ha fatto una cosa giuridicamente abnorme” che però almeno dichiara costituzionali tutti e tre i sistemi al centro del dibattito politico (Mattarellum, doppio turno e sistema spagnolo). Ha difeso la Consulta, invece, Cesare Pinelli, che ha invitato a considerare il “contesto”: “e’ facile infierire, la sentenza diventa un toro su cui infilzare le banderillas”. Ma al di la della sentenza, gli esperti si sono divisi tra i sostenitori del doppio turno di coalizione, appoggiato da Dogliani, Pinelli e Zanon (tutti e tre membri della COmmissione per le riforme) e i sostenitori del ritorno al Mattarellum, e cioè Morrone e Vassallo. Per Dogliani il doppio turno ha il vantaggio di affidare all’elettorato la decisione sull’assegnazione del premio di maggioranza; secondo Pinelli, gli altri due sistemi ”rischiano di non garantire una maggioranza”.

Secondo Morrone e Vassallo invece questa critica va rivolta non solo al modello spagnolo ma anche al doppio turno: infatti con il bicameralismo, c’è la possibilità di avere due maggioranze diverse alla Camera e al Senato. Entrambi hanno appoggiato il cosiddetto “Lodo Barbera” (dal nome del costituzionalista che lo ha proposto), vale a dire un Mattarellum che assegna il 75% dei seggi in collegi uninominali, a cui si aggiunge un “premio eventuale e variabile nell’entità” che permette al partito con più voti di attenere la maggioranza dei seggi, mentre la restante quota servirebbe per garantire il diritto di tribuna alle forze minori.

Condivisa è stata invece l’opinione che dopo la sentenza anche per il Senato sia possibile un premio di maggioranza assegnato a livello nazionale, purché la ripartizione dei seggi in più avvenga su base regionale. Gli esperti ascoltati hanno sostenuto che la sentenza lascia al Parlamento ampissimo campo aperto nella scelta del sistema elettorale da scegliere. L’unico “non del tutto convinto” è stato Zanon: per lui la sentenza, rifacendosi a un recente pronunciamento della Corte costituzionale tedesca, introduce un tendenziale orientamento verso il proporzionale rispetto al quale ci sarebbero dei limiti sui sistemi “distorsivi” impliciti nei modelli elettorali maggioritari e nei premi di maggioranza.

Lupi, Ncd supera Renzi, va fatta subito – “Abbiamo letto con attenzione le considerazioni della Consulta, noi come Ncd mettiamo la freccia e superiamo Renzi: la legge elettorale si può e si deve fare, ci sono tre proposte sul tavolo e mi sembra che su una ci sia più convergenza, ci sono le condizioni perché nessuno giochi più a parole a chi è più riformista ma per dare segnali veri”, lo ha detto il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi.

Quagliariello, sentenza rafforza una ipotesi – “Le motivazioni della Corte costituzionale prevedono che non ci possa essere un effetto iper-maggioritario e che ci siano due premi impliciti: uno esplicito e uno esplicito. Nessun veto ma un rafforzamento di una delle tre ipotesi” in campo per la riforma della legge elettorale. Così il ministro Gaetano Quagliariello, commentando con i cronisti le motivazioni della sentenza della Consulta sul porcellum. (ANSA)