La valuta che salverà l’economia mondiale

22 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Gli economisti stanno studiando un modo per dare più potere ancora alle banche centrali, da usare per contrastare le eventuali recessioni ed evitare lente e prolungate riprese della crescita come quella attuale.

Non è possibile con la moneta su carta, ma sarebbe fattibile percorrendo una soluzione alternativa: quella della valuta elettronica. Il professore della University of Michigan Miles Kimball ha ideato una teoria che risolverebbe tutti i problemi.

La moneta in stile Bitcoin consentirebbe alla Federal Reserve di tenere i tassi di interesse sotto lo zero per combattare i rischi di recessione. Il piano è stato presentato ad altri economisti di spicco in giro per il mondo.

Kimball ha anche scritto pubblicazioni e commentato in più occasioni su blog e media la sua teoria: “Se hai una recessione grave, allora le società hanno paura di investire”, ha raccontato. “Devi offrire alla gente una ragione per investire. Un affare ideale è quando i debitori devono essere pagati per avere soldi in prestito”. Tradotto: un contesto di tassi negativi.

Con la moneta tradizionale sarebbe impossibile, perché se Ben Bernanke e soci abbassassero i tassi sotto zero nel sistema finanziario attuale, i risparmiatori preleverebbero immediatamente i loro soldi dalle banche e lo terrebbero sotto il cuscino anziché metterlo in circolo nell’economia. Ma la moneta elettronica non può essere ritirata fisicamente dagli sportelli degli istituti di credito.

A differenza dei Bitcoin, il cui successo deriva dalla sua decentralizzazione e anonimità, la valuta digitale studiata da Kimball sarebbe “centralizzata” e usata da tutti. Ci sarebbero in circolo due monete: i dollari e gli e-dollari.

Al momento le banconote da 100 dollari valgono 100 dollari in banca. Ma se un americano ha un conto corrente con un 5% di interessi, guadagna 5 dollari l’anno, mentre la banconota da $100 tenuta nella cassaforte di casa vale sempre 100 dollari.

Se invece gli interessi fossero pari al -5%, i correntisti perderebbero il 5% l’anno. Consapevoli di questo, i clienti delle banche chiuderebbero immediatamente i depositi in banca.

Imponendo un tasso di cambio studiato appositamente tra la moneta virtuale e quella tradizionale, dopo un anno di tassi negativi pari al -5%, si potrebbero ritirare 95 dollari dalla banca e ottenere una banconota da 100. Si, esatto: cento dollari varrebbero 95 e-dollari. O se un americano volesse depositare 100 dollari in banca, gli verrebbero tolti 95 e-dollari dal conto corrente.

I benefici di una politica di questo tipo vanno ben oltre i depositi dei correntisi: gli Usa potrebbero dire per sempre addio all’inflazione.