La sonda Rosetta raggiunge l’obiettivo, una cometa a 400 milioni di km dalla Terra

7 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Dopo 10 anni e 5 mesi di viaggio, la sonda Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea ha nel mirino il suo obiettivo: la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. È quasi arrivata ed è lì per restare. Fino alla fine del 2015 le orbiterà intorno, studiandola e sganciando un lander sulla sua superficie.

È una missione senza precedenti. Come seguire l’evento Rosetta inizierà a orbitare intorno alla cometa nella mattinata. L’evento si potrà seguire anche su internet. Costanti aggiornamenti si possono trovare sull’account Twitter, sulla pagina Facebook e sul blog della missione.

L’Esa propone una diretta video (vedi sotto).

Quello di Rosetta è stato un viaggio tortuoso e avventuroso nel Sistema Solare. Lanciata nel marzo 2004, ha avuto bisogno di alcune “spinte” gravitazionali per mettersi sulla strada giusta. Di conseguenza è arrivata fino a Marte ed è tornata intorno alla Terra. A quel punto ha fatto rotta verso la sua destinazione finale, entrando in uno stato di ibernazione per 31 lunghi mesi, fino al gennaio scorso quando si è risvegliata automaticamente.

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Ora, a oltre 400 milioni di chilometri dal nostro pianeta, sta incrociando l’orbita della 67P/Churyumov-Gerasimenko, il cui nucleo misura circa 4 chilometri di diametro. In pratica ha raggiunto con una precisione straordinaria quello che, in termini astronomici, è un sassolino disperso nelle profondità dello spazio.

Rosetta ha questo nome perché, come la stele che permise di decifrare i geroglifici egiziani, ci potrà rivelare un’incredibile quantità di informazioni. “Sarà un momento particolarmente importante per la storia dell’esplorazione dell’Universo – spiega il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston – ci aspettiamo molte informazioni sulla formazione del nostro Sistema Solare”.

[ARTICLEIMAGE] Domani Rosetta inizierà a orbitare intorno al nucleo della 67P/Churyumov-Gerasimenko da un’altezza di circa 100 chilometri e, oltre a studiarlo, lo fotograferà alla ricerca di un luogo dove far atterrare il lander Philae. L’11 novembre l’orbiter si porterà a soli 5 chilometri dalla superficie per permettergli di iniziare la discesa. Avvicinandosi al Sole, la cometa diventerà sempre più attiva: Philae opererà quindi in un ambiente ostile e non si sa quanto a lungo potrà funzionare. L’orbiter invece accompagnerà la 67P/Churyumov-Gerasimenko fino alla fine del 2015.

Rosetta è un concentrato di tecnologia avanzata al quale l’Italia ha dato un grande contributo. “La sonda rappresenta uno dei molti fronti di impegno per l’Agenzia Spaziale Italiana in campo internazionale ed europeo – continua Roberto Battiston – A questa missione l’Asi partecipa fornendo all’orbiter due strumenti a guida scientifica italiana e un sostanziale contributo ad un terzo, a guida tedesca. Inoltre l’Asi con il Dlr ed il Cnes, ed altri partner europei, ha progettato e realizzato Philae, il lander che atterrerà sulla cometa: un’impresa mai tentata prima”.

Avvicinandosi alla cometa, la sonda dell’Esa ha già iniziato ad inviare dati e fotografie. Con il passare dei giorni, il nucleo è apparso sempre più chiaramente nelle immagini: è un ammasso di roccia e ghiaccio di forma piuttosto irregolare. Gli strumenti di bordo ne hanno anche misurato la temperatura superficiale, che è di circa -70 gradi centigradi. È più alta di quanto si pensasse, quindi si ritiene che sia ricoperto da uno strato di polvere.

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La sonda Rosetta, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), e’ arrivata alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko dopo un viaggio di 10 anni attraverso il Sistema Solare.

La sonda è in orbita intorno alla cometa, con insolite traiettorie triangolari che permettono di osservare meglio il nucleo e che la porteranno ad avvicinarsi progressivamente alla cometa, finchè in novembre la sonda sarà a circa 4 metri dal suo obiettivo. Quindi Rosetta rilascerà sul nucleo il lander Philae, chene preleverà campioni con un trapano italiano.

Seguita dal centro di controllo dell’Esa in Germania, a Darmstadt, la missione è fra i maggiori successi dello spazio europeo. E’ un successo anche per l’Italia, che vi partecipa con l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l’industria, con la Thales Alenia Space.

Le prime immagini ravvicinate della cometa

Sono arrivate a Terra le prime immagini ‘ravvicinate’ della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Mostrano nei dettagli tutte le irregolarità della superficie della cometa, con crateri, protuberanze, fratture.

Le immagini sono state riprese dal grande ”occhio” di Rosetta, Osiris (Rosetta Orbiter Imaging System), del quale fa parte la camera a grande campo costruita in Italia e messa a punto dal gruppo di Cesare Barbieri, dell’università di Padova.

Le prime immagini mostrano la ‘testa’ della cometa, dalla superficie scura e piena di asperità, e un particolare del ‘corpo’. E’ben visibile un’area pianeggiante, simile alla base di un grande cratere, nella quale si trovano grandi massi e, nei dintorni, scarpate molto ripide.

Montagne, scarpate e crateri

Montagne, massi alti fino a 30 metri, scarpate ripide e crateri. Si presenta cosi’ la cometa che – grazie alle immagini inviate dalla sonda Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea – e’ visibile a tutti per la prima volta. Per gli esperti che le stanno analizzando, sono immagini ‘straordinarie’, ‘incredibili’ e ‘quasi inaspettate’.

”Le immagini mostrano una superficie molto dinamica, che ha i segni dei cambiamenti provocati dai diversi cicli di attività della cometa”, spiega Paolo Ferri, responsabile delle operazioni di volo delle missioni dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). E’ entusiasta anche Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi): ”è la prima volta che l’uomo riesce a vedere il primo paesaggio di una cometa, è una cosa che qualche tempo fa avremmo solo potuto sognare”. Quello che è avvenuto oggi è ”un salto epocale” rispetto alla missione Giotto, che nel 1986 ‘salutò’ la cometa di Halley. ”Quello che osserviamo oggi – aggiunge Flamini – sono i dettagli di un oggetto primordiale, che ha visto l’inizio della formazione del Sistema Solare”.

Le prime immagini della cometa sono state catturate dallo strumento Osiris (Rosetta Orbiter Imaging System), del quale fa parte la camera a grande campo costruita in Italia e messa a punto dal gruppo di Cesare Barbieri, dell’università di Padova. ”La superficie appare molto frammentata e caotica, è una struttura che non comprendiamo del tutto e che sicuramente è la somma di una storia di impatti molto lunga e vissuta”.

Inizialmente l’obiettivo di Rosetta avrebbe dovuto essere la cometa Wirtanen, ma il rinvio di un anno della missione ha costretto a cambiare meta e la scelta è caduta sulla 67P/Churyumov-Gerasimenko. ”Se inizialmente eravamo delusi e arrabbiati per questo cambio di programma, adesso possiamo dire che alla fine siamo stati molto fortunati”.

Nei prossimi giorni Rosetta continuerà a catturare immagini dalla distanza di circa 100 chilometri, alla quale si trova attualmente. Dal 20 agosto si avvicinerà di 50 chilometri e allora sanno disponibili immagini ancora più dettagliate di quelle inviate oggi. ”Adesso – ha detto Ferri – la priorità è caratterizzare il campo gravitazionale della cometa”.