La Scala chiude ai petrodollari dei sauditi: salta accordo

20 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Il Teatro alla Scala di Milano chiude la porta agli arabi. Il sindaco Beppe Sala ha annunciato che il consiglio d’amministrazione della Fondazione ha bloccato l’arrivo del maxi  finanziamento da 15 milioni di euro del principe-ministro Badr. I 3 milioni di acconto già versati verranno restituiti, annuncia Sala.

Ad oggi si ritorna al punto zero. Restituiamo i soldi ai sauditi. Vedremo se ci saranno altre possibilità di collaborazione”

L’accordo tra la Fondazione Teatro alla Scala e Riad era stato raggiunto dal sovrintendente Alexander Pereira  prevedeva un finanziamento di 15 milioni in cinque anni per far sì che i Sauditi, rappresentati dal  ministro della Cultura e principe Badr bin Abd Allah, potessero entrare nel cda come soci fondatori e avere così voce in caso di nomina di consiglieri. L’accordo prevedeva inoltre lo stanziamento di 100mila euro per l’Accademia, e 7 milioni per l’apertura di un conservatorio per maschi e femmine a Riad.

 Non si può andare in piazza per difendere i diritti umani e poi fare affari con Paesi, come l’Arabia Saudita, che non permettono molte libertà

Aveva tuonato però il ministro dell’Interno Matteo Salvini aprendo così alle polemiche a cui si è aggiunto il presidente della Regione Attilio Fontana.

Non ho mai ricevuto alcuna documentazione che facesse riferimento al versamento. Pereira ne ha fatto cenno per la prima e unica volta, e quasi involontariamente, nel mio ufficio l’8 marzo scorso” (…) Io voglio solo che la Scala mantenga la sua eccellenza artistica. Quanto all’internazionalizzazione, sono favorevole. Anche nei Paesi arabi.

Alexander Pereira certamente rimane al suo posto. Non è in discussione. Se Fontana intende portare avanti questa idea deve dire al suo rappresentante in Cda, Philippe Daverio, di proporlo ma non è stato questo il caso

Così Beppe Sala ha escluso la sostituzione del sovrintendente  ma la sua riconferma è sempre più in bilico.