La recessione? Sarà lieve e breve, dicono i ceo

26 Ottobre 2022, di Alessandra Caparello

Quasi 9 ceo su 10 (86%) ritengono che nei prossimi 12 anni si verificherà una recessione, ma 3 su 5 (58%) ritengono che sarà lieve e di breve durata e il 76% ha già predisposto dei piani per affrontarla. Emerge dalla nuova indagine realizzata da Kpmg, intitolata “Ceo Outlook 2022” che raccoglie le opinioni di più di 1.300 ceo delle più grandi aziende al mondo sulle prospettive dell’economia globale e sulle strategie per rispondere ad un contesto fortemente incerto come quello attuale.

Nonostante i timori di una recessione a breve termine, la fiducia degli amministratori delegati per il lungo periodo indica che si sentono ben preparati a gestire le loro aziende in tempi turbolenti. Infatti, quando alla domanda sulla fiducia nella tenuta dell’economia globale nei prossimi 6 mesi, periodo che probabilmente sarà caratterizzato da incertezza e costanti cambiamenti, il 73% ha ancora una visione positiva, con un aumento di 13 punti percentuali rispetto a febbraio 2022.

Ma se da un lato gli amministratori delegati si dimostrano resistenti, dall’altro sono anche realistici sulle sfide che li attendono. Il 70% degli amministratori delegati ritiene che una recessione possa compromettere la crescita prevista per i prossimi 3 anni, e i tre quarti (75%) ritengono che una recessione renderà più difficile la ripresa post-pandemia.

Il 71% degli amministratori delegati prevede che una recessione avrà un impatto sugli utili delle aziende fino al 10% nei prossimi 12 mesi. Rispetto al 2019 e al 2020, gli amministratori delegati sono meglio preparati a far fronte alle sfide a breve termine con misure di resilienza, pur prevedendo una crescita a crescita a lungo termine. I tre passi principali includono: aumentare la produttività (50%), gestire i costi (43%) e riconsiderare la trasformazione digitale (40%).

I principali rischi per il futuro secondo i ceo

Stanchezza da pandemia e fattori economici, tra cui la minaccia di un aumento dei tassi di interesse e dell’inflazione sono in cima alla lista delle preoccupazioni più pressanti per i ceo oggi, rispettivamente al 15% e al 14%. Se guardiamo ai prossimi 3 anni, i rischi sono più che mai interconnessi. Alleanze strategiche (26%), crescita organica (22%) e gestione dei rischi geopolitici (20%) sono in cima alla lista delle più importanti strategie per raggiungere gli obiettivi di crescita dell’azienda nei prossimi 3 anni.

Gli amministratori delegati indicano che le incertezze geopolitiche continueranno a influenzare le loro strategie e la catene di fornitura nei prossimi 3 anni. Infatti, l’81% dei ceo ha adeguato o prevede di adeguare le proprie procedure di gestione del rischio in considerazione del rischio geopolitico e il 21% degli amministratori delegati aumenterà le misure per adattarsi alle questioni geopolitiche al fine di raggiungere i propri obiettivi di crescita.

Grandi aspettative ESG

Il report di KPMG infine fornisce un focus sulle iniziative ESG per cui i ceo globali ne vedono l’importanza sulle loro aziende, soprattutto quando sono interrogati sull’impatto dell’ESG sul miglioramento della performance finanziaria, sulla crescita e sul soddisfare le aspettative degli stakeholder. E quest’anno rivela un netto aumento della domanda da parte degli stakeholder – come clienti e investitori – di una maggiore trasparenza. Gli amministratori delegati concordano sempre più sul fatto che i programmi ESG migliorano le performance finanziarie, con una percentuale del 45%, in aumento rispetto al 37% di un anno fa. Infine, alla domanda su dove i ceo vedono  il maggiore impatto nei prossimi 3 anni, la promozione dei risultati finanziari finanziario è al primo posto con il 73%.