La politica in vetrina: obblighi e follie

5 Maggio 2017, di Giovanni Falcone

“”Il Pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale – Art.112 Costituzione”.

Voglio introdurre l’argomento di oggi con il dettato costituzionale da sempre adorato ed amplificato da tanti soloni costituzionalisti come un principio sacrosanto che, lontano dalla realtà, scongiura ogni sorta di discrezionalità nell’azione inquirente e in qualche caso persecutoria del magistrato.
A mio avviso, come ho argomentato in precedenti occasioni e per ragioni diverse, oggi ho una ragione in più per affermare che trattasi di una “Follia costituzionale”.

Cerco di spiegare la ragione in base alla quale sono giunto a questa conclusione.

Qualche tempo addietro la suprema corte di Cassazione ha assolto un senzatetto accusato di aver rubato wurstel e formaggio in un supermercato per un valore di circa quattro euro.

“Il fatto non costituisce reato”: con questa motivazione è stata completamente annullata, senza rinvio, la condanna per furto inflitta dalla Corte di Appello di Genova ad un giovane straniero senza fissa dimora, affermando che non è punibile chi, in stato di estremo bisogno, ruba al supermercato piccole quantità di cibo per soddisfare una <<imprescindibile esigenza di alimentarsi (1)>>.

Buon senso applicato da parte degli Ermellini, potendo concludere con il detto popolare che tutto è bene quel che finisce bene, verrebbe da dire! Tuttavia, la vicenda di cronaca giudiziaria appena descritta, ci impone qualche interrogativo, quale:

• Era proprio necessario percorrere ben tre gradi di giudizio (Tribunale, Corte di Appello e Cassazione) per giungere ad una conclusione tanto ovvia che una qualunque massaia dotata di senso comune, avrebbe parimenti pronunciato?

• assistere ad una perenne ed infinita elencazione di disfunzioni, inefficienze, carenze strutturali, organiche etc., con un aumento vertiginoso del contenzioso penale e civile, ricevendo continui richiami e spesso sanzioni dalla Corte europea di Strasburgo per la lungaggine dei processi;

• che “il fatto non costituisce reato”, pur in presenza di un dettato Costituzionale così poco illuminato (dove l’azione penale è obbligatoria a prescindere), si sarebbe potuto acclarare attraverso una preliminare valutazione circa l’opportunità dell’avvio dell’azione penale?

Possiamo alla fine della giostra, nel terzo millennio, continuare a spendere tempo e soldi per quisquiglie di questa portata?

Ai posteri l’ardua sentenza … ahimè, Costituzione permettendo! ===================

 

  • http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snpen&id=./20160503/snpen@s50@a2016@n18248@tS.clean.pdf