La morte della banconota da un dollaro?

11 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena (WSI) – Mentre l’ossessione circa l’abbattimento del deficit raggiunge livelli mai visti prima, i parlamentari a Washington vogliono rispolverare un’antica soluzione: sostituire la banconota da un dollaro con una moneta.

A fine novembre la Commissione dei Servizi Finanziari Usa ha tenuto un’udienza intitolata “Il futuro dei soldi: dollari e senso”, in cui si e’ tornato a paralre della cancellazione dalla circolazione della banconotata da un dollaro.

Anche l’ufficio della Contabilita’ governativo ha fatto varie considerazioni e sopratutto calcolato i benefici del piano di sostituzione del “one dollar bill” con la moneta di valore equivalente. L’esito della ricerca? Gli Usa guadagnerebbero 4,4 miliardi in utili netti nell’arco di 30 anni.

Gli statunitensi si dovranno rassegnare a dire addio alle banconote con la faccia di George Washington, primo presidente degli Stati Uniti?

Tassi di interesse: le incertezze sulla situazione politica italiana hanno pesato sull’andamento dei mercati di ieri. Lo spread italiano ieri si è portato fin sopra i 360 pb, per poi chiudere intorno ai 350 pb. Il Pil italiano del terzo trimestre ha confermato la recessione in atto, registrando un contributo negativo di consumi ed investimenti che hanno più che bilanciato il contributo positivo della domanda estera e delle scorte. La conferma è poi arrivata anche dalla produzione industriale di ottobre che ha visto un calo di tutte le sottocomponenti. Diversi esponenti europei si sono detti fiduciosi sulla continuazione delle politiche di riforma messe in atto fino ad ora. Tra questi il portavoce del ministero delle finanze tedesco.

Allo stesso tempo la Commissione europea ha sottolineato l’importanza per l’Italia e per l’Europa che si continui con l’implementazione delle riforme. In Grecia oggi termina l’estensione della scadenza del buyback del debito decisa per permettere di partecipare ai creditori che non avevano aderito fino a venerdì e soprattutto per cercare di raggiungere la cifra di 30 Mld€, che permetterebbe ad Atene di ridurre il debito di 20 Mld€ circa. Ricordiamo inoltre che dalla buona riuscita dell’operazione dipende l’implementazione del nuovo piano di salvataggio ed il contributo del Fmi. Oggi sono attese emissioni di titoli a breve termine in Spagna e Grecia fino a 6,9 Mld€. Il prossimo giovedì il MEF ha annunciato l’emissione di BTP fino a 4,25Mld€. Negli Usa listini azionari in lieve rialzo sebbene con volumi al di sotto della media degli ultimi tre mesi e con un range di oscillazione molto ristretto.

Gli operatori sono in attesa dell’esito dell’incontro Fed di domani per il quale l’aspettativa diffusa è di un incremento del piano di acquisto di bond in modo da ricomprendere anche i Treasury. Sul fronte negoziati sul fiscal cliff al momento non sono emerse novità di rilievo. Ieri il Tesoro Usa ha annunciato la vendita dell’ultima quota (pari a circa il 16%) della compagnia assicuratrice AIG ad un prezzo di 32,50$. Il rimanente pacchetto sarebbe pertanto venduto ad un controvalore di circa 8Mld$. Dopo tale vendita al tesoro Usa rimarrebbero in carico warrant per l’acquisto di ulteriori 2,7 milioni di azioni al prezzo di 50$. Nel corso della crisi AIG era arrivata ad ottenere aiuti fino a circa 180Mld$. Secondo quanto riportato dal Wsj, Morgan Stanley sarebbe per richiedere l’approvazione di un piano di buy-back agli inizi del prossimo anno.

Valute: moneta unica sempre in area 1,29. Il livello di supporto si colloca ad 1,287, mentre quello di resistenza 1,297-1,30. Yen stabile sui mercati valutari con il cross vs dollaro che continua ad oscillare nella fascia 81,70-82,80. Verso euro il cross continua a posizionarsi al di sopra del supporto 106, con il successivo posto a 105,25. Euro in recupero verso franco svizzero posizionandosi sopra quota 1,21, dopo che anche UBS ha fatto seguito all’annuncio recente di Credit Suisse circa l’imminente apposizione di un tasso negativo su alcuni in franchi svizzeri. Lieve deprezzamento dello yuan cinese vs dollaro dopo il rialzo dei nuovi prestiti bancari di novembre al di sotto delle attese.

Materie prime: Brent stabile in prossimità dei 107$/barile in attesa della riunione Opec di domani. In rialzo i metalli industriali con il rame sui massimi da 7 settimane grazie ai buoni dati macro provenienti dalla Cina relativi alle importazioni di novembre. Tra i preziosi, l’oro continua a collocarsi poco sopra i 1700$/oncia; nel frattempo l’ammontare detenuto dagli Etf ha registrato un ennesimo record. Infine tra gli agricoli pesante ribasso per il caffè (-4,5%) su aspettative di produzione elevata dal Brasile. In calo anche i cereali.

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