La Legge di bilancio sarà da 21 miliardi. La Nadef definisce i confini della manovra

7 Novembre 2022, di Mariangela Tessa

21 miliardi di euro, quasi interamente destinati al contrasto al caro energia. A tanto ammonteranno le risorse previste per la Legge di Bilancio 2023, secondo quanto messo nero su bianco dal Governo Meloni della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Nadef), approvata lo scorso 4 novembre. A queste risorse si aggiungono circa 9 miliardi derivanti dal cosiddetto extragettito del 2022.

“L’obiettivo del governo è mitigare gli effetti del caro energia su famiglie e imprese, concentrando su di essi larga parte degli interventi. Abbiamo affrontato e approvato la Nadef con un approccio prudente, realistico e sostenibile”, ha dichiarato il Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti (nella foto sopra) nel corso della conferenza stampa tenuta al termine del Cdm.

Tra i punti salienti della nuova Nadef, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha subito posto l’accento sulla possibilità di stanziare circa 9,5 miliardi di euro già da questa settimana per prorogare le misure già operative di contrasto al caro energia fino alla fine dell’anno e introdurre nuove azioni in favore di famiglie e imprese. Il documento prevede inoltre un forte impegno all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), da cui dipendono ingenti investimenti per rilanciare la crescita sostenibile dell’economia italiana.

Le nuove stime su Pil e deficit della Legge di bilancio

Nella Nadef sono inoltre state aggiornate le stime sulla crescita. Per quest’anno il Pil è previsto in rialzo dal 3,3 per cento al 3,7% contro la stima dell’Istat di una crescita acquisita del 3,9%. Mentre un taglio è arrivato per il Pil 2023, le cui previsioni indicano un aumento dello 0,3% dal precedente 0,6%. Le previsioni per i due anni successivi sono invece rimaste invariate, all’1,8%  all’1,5%.

Le nuove stime del deficit tendenziale confermano quelle della Nadef di settembre relativamente al 2022 e al 2023, in cui l’indebitamento netto è previsto pari, rispettivamente, al 5,1% del Pil e al 3,4% del Pil. Sono invece riviste lievemente al rialzo le previsioni di deficit per il 2024, dal 3,5 al 3,6% del Pil, e per il 2025, dal 3,2 al 3,3%.

E’ inoltre prevista una discesa costante del debito nei prossimi anni, fino al 141,2% nel 2025, mentre un forte impegno sarà dedicato anche all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), da cui dipendono gli investimenti per rilanciare la crescita sostenibile dell’economia italiana.

In vista della predisposizione della prossima legge di bilancio, il governo ha inoltre approvato la relazione al Parlamento per richiedere l’autorizzazione allo scostamento di bilancio, dove sono fissati gli obiettivi del deficit al 4,5% nel 2023, 3,7% nel 2024 e 3% nel 2025 e in cui si dà conto dell’extragettito di 9,1 miliardi per il 2022.