La Germania è più vicina alla fusione nucleare

4 Febbraio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Con uno storico esperimento, la Germania si è avvicinata sempre di più al momento in cui per generare energia potrà sfruttare la fusione nucleare, ovvero quella tecnologia che ha il potenziale di creare una quantità illimitata di energia pulita.

Scientificamente, la compressione nucleare è un processo in cui i nuclei di due o più atomi di idrogeno si fondono ad alte temperature, sprigionando grandi quantità di energia. È da sessant’anni che gli scienziati sperano di trovare un modo per utilizzarla per produrre elettricità.

Per raggiungere il loro obiettivo, gli scienziati devono prima superare una serie di sfide, tra cui la costruzione di un dispositivo che consenta di riscaldare gli atomi a temperature superiori ai 100 milioni di gradi. Affinché la fusione atomica avvenga all’interno di un reattore in maniera controllata, il combustibile deve essere innanzitutto confinato spazialmente attraverso opportune tecniche.

Perché questa tecnologia diventi realtà, dicono gli esperti, ci vorranno ancora decenni, ma una volta ottenuti i risultati sperati gli esseri umani, con la Germania capofila, saranno in grado di sostituire i combustibili fossili e i reattori di fissione nucleare che esistono attualmente con impianti di fusione nucleare. Unione Europea, Russia, Cina, Stati Uniti, Corea del Sud e India sono al lavoro su un progetto (ITER) per di reattore a fusione termonucleare.

Secondo il sito americano Quartz, dopo diversi anni di lavoro, i ricercatori del Max Planck Institute di Greifswald sono pronti a compiere lo storico passo, riscaldando una piccola quantità di idrogeno fino a quando essa, auspicabilmente, diventerà calda come se si trovasse al centro del Sole.

Il primo test di oggi non produrrà alcuna energia, ma solo plasma, ovvero un diverso stato di materia creata a temperature estremamente elevate. All’esperimento è prevista la partecipazione del cancelliere tedesco Angela Merkel.

Il Wendelstein 7-X è il più grande reattore al mondo usato per confinare il plasma caldo con dei campi magnetici per sostenere una reazione nucleare di fusione controllata. È considerato un po’ come l’outsider nel campo della ricerca sulla fusione nucleare. Finora è costato 370 milioni di euro.

Anche se quello tedesco è un notevole passo in avanti, gli scienziati sono ancora cauti e sono consapevoli che ci vorranno ancora anni prima di poter riprodurre una forma pulita e sicura di energia nucleare. La fusione nucleare di elementi come ferro e nichel è esoenergetica, vale a dire emette più energia di quanta ne richieda il processo di compressione.