La Casta prepara contromosse per evitare tagli alla politica

9 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Il Governo Monti potrebbe ridurre lo stipendio dei parlamentari, se la commissione incaricata di stabilire quale dovrebbe essere la busta paga adeguata (basandosi sulla media europea) non si pronuncera’ entro il 31 dicembre. Il nuovo esecutivo “tecnico” ha inoltre annunciato tagli ai vitalizi.

I parlamentari non se ne stanno con le mani in mano e si preparano alla contromossa perche’ i tagli non vengano attuati. Alla minaccia del passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo, alcuni deputati hanno avuto l’idea di adeguare i lori contributi versati dall’8,6% al 33%, in modo tale che la sostanza del loro vitalizio futuro non cambi. Una parte sostanziosa di questo 33% sara’ a carico dello Stato.

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Addirittura c’e’ chi, come il deputato dell’Udc Renzo Lusetti, Ma c’è proprio a chi questo taglio alle pensioni non va giù e propone un “licenziamento di massa” come affermato dal deputato dell’Udc, Renzo Lusetti: “Non lo faro’, ma a me converrebbe lasciare lo scranno oggi stesso, altrimenti il vitalizio lo prendero’ a 60 anni. E oggi ne ho 53”.

Il tutto confermato dal deputato PDL Cazzola: “Ci sono decine di deputati fuori dalla grazia di dio e minacciano di dimettersi seduta stante”. L’avvocato Mazzocchi del PdL spiega poi che “Se un deputato fa causa allo Stato, visto che le regole sono cambiate in corsa, puo’ anche vincere”.

Ma in quanto politici dovranno essere sottoposti al giudizio elettorale e chi dimostrera’ di non voler rinunciare ai privilegi in un momento di crisi e di sacrifici per tutto il paese, potrebbe pagare le sue scelte quando il popolo sara’ chiamato alle urne. Nella speranza che vengano reintrodotte le preferenze nominali nella legge elettorale.