L’oro non è più un bene rifugio

28 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Da venerdì scorso a oggi l’oro ha perso più del 3,5% e ora sono diventati cinque i giorni consecutivi di ribassi. Il dato migliore delle attese del Pil americano ha aumentato le chance di un rialzo dei tassi della Federal Reserve già a partire da settembre. Sarebbe la prima stretta monetaria dal 2006. Tutto ciò diminuisce l’appeal dell’oro per gli investitori.

Il metallo scambia ancora di molto sopra la chiusura ai minimi di cinque anni di 1.084 dollari l’oncia, livello toccato il 5 agosto, ma il fenomeno che salta all’occhio è che l’oro non è più considerato dai mercati un bene rifugio. Durante i momenti di massima tensione e panico nei mercati, la corsa all’oro non si è materializzata come invece molti rialzisti speravano.

L’analista di ABN Amro Georgette Boele ha scritto che l’oro non ha avuto una performance migliore perché le aspettative negative sull’economia cinese hanno contato di più della domanda per asset sicuri come i metalli preziosi.

Nella sua nota ai clienti Boele si spinge fino a dichiarare che lo status di bene rifugio dell’oro si sta erodendo negli ultimi anni.

“Con l’arrivo di prodotti che hanno aperto il mercato a un pubblico più vasto, il mercato dell’oro ha subito un cambiamento drastico. Ora l’oro non viene comprato come protezioni in tempi difficili ma anche a fini speculativi”

Basti pensare che “all’apice della crisi globale di liquidità i prezzi dell’oro sono calati di netto”. Gli investitori hanno preferito investimenti in denaro cash piuttosto che nell’oro.

“In tempi di gravi crisi – sottolinea l’analista – l’oro non è più il bene rifugio per eccellenza. La variazione di prezzo dell’oro ha coinciso con la chiusura di posizioni lunghe e l’apertura di nuove posizioni nei confronti dell’oro”.

“Non è un andamento positivo per un asset che aspira a essere un bene rifugio, perché indica che viene utilizzato per speculare piuttosto che per mettersi al riparo” da eventi choc.

La previsione della banca è che le quotazioni del metallo prezioso scenderanno a 1.000 dollari l’oncia entro fine anno, prima di abbassarsi ulteriormente a $800 alla fine dell’anno succesivo.

ABN Amro

(DaC)