L’investimento immobiliare perfetto crea schiavi del mutuo

10 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – L’investimento immobiliare perfetto? Basterebbe andare a comprare una casa per 100 mila dollari per poi rivenderla a qualcuno che non ha abbastanza soldi in banca da potersela permettere e che ha trascorsi finanziari al limite della regolarita’.

In America, infatti, chiunque abbia l’intenzione di chiedere un prestito, prendere in affitto un immobile, accendere un mutuo o comprare una casa, dovra’ fornire al proprietario o alla banca la propria “storia creditizia” e questa deve essere “in regola”.

A quel punto basta ottenere in cambio dall’aspirante acquirente 120 mila dollari di prestito e poi rivendere la casa a qualcuno che si trova nella stessa situazione della prima persona, senza soldi, ma con un passato creditizio appena affidabile.

Questo procedimento prende il nome di “120% Loan-to-value” in inglese, perche’ il rapporto tra prestito e valore dell’immobile e’ del 120%. E se il proprietario della casa dovesse decidere di seguire la strada del rifinanziamento, dovra’ anche pagare per l’assicurazione sul mutuo privato.

In pratica invece di ricevere interessi sul capitale iniziale di 100 mila dollari, il tasso viene calcolato sui 120 mila dollari del prestito cosi’ contratto.

Terminati questi passaggi, se la casa sale di prezzo, si puo’ riuscire a riavere i primi $20.000 in aggiunta ai $100 mila iniziali. Senza correre alcun rischio. Tanto c’e’ lo “Zio Sam” che garantisce per voi.

Fino a quando questi schemi, che assomigliano piu’ a delle truffe bancarie piuttosto che a delle strategie di investimento lecite, non verranno eliminati, non si capisce come il mercato immobiliare statunitense possa mai riprendersi.

E’ questa l’opinione di Peter Tenebrarum, autore del blog Acting-Man.

La vittima in questione e’ quella persona che non avendo soldi sul momento e’ pronta a pagare interessi sul 120% del prestito di una casa, anziche’ sul valore effettivo. Di una casa che peraltro potrebbe non diventare mai sua, se il valore dell’immobile non crescera’ di almeno il 20%.

Nella vita reale di tutti i giorni degli Stati Uniti si chiama Home Affordable Refinancing Program (HARP). Il piano e’ studiato per venire incontro ai proprietari immobiliari che hanno problemi a rifinanziare il debito per colpa del calo del valore dell propria casa, ridottosi dopo lo scoppio della bolla immobiliare.

Per rifinanziamento si intende la conversione di un prestito a breve termine in corso, in un finanziamento piu’ comodamente rimborsabile, con rate mensili piu’ basse e dilazionate nel tempo.

Con questo programma e’ il governo che vittimizza i debitori, spingendoli ad accettare un’offerta pessima, convincendoli del fatto che “e’ nel loro migliore interesse diventare schiavi del mutuo“.