L’austerity europea affonda i mercati emergenti

9 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Diversi economisti hanno spiegato la fuga di capitali dai mercati emergenti con il più o meno imminente ritiro delle misure di di quantitative easing da parte della Fed. Il rialzo dei rendimenti dei Treasuries Usa – saliti oltre la soglia del 3%, la scorsa settimana, a livelli record dal 2011 – e la forza del dollaro americano – attesa nel caso di una politica monetaria più restrittiva o comunque meno espansiva – sono secondo molti i due fattori che starebbero portando gli investitori a smobilizzare le posizioni detenute nei mercati emergenti.

Ma il motivo è anche un altro: anzi, secondo Daniel Gros , che ha pubblicato un articolo nel sito Project Syndicate, il motivo non è affatto la Fed, ma l’austerity in Europa.

Di fatto, dice il direttore del Center for European Policy Studies, con sede a Bruxelles, che ha lavorato in passato per il Fondo Monetario Internazionale ed è stato consulente economico della Commissione europea, le misure di austerity approvate in Europa hanno avuto conseguenze fatali anche nei mercati dei paesi in via di sviluppo.

Perchè? Tutto si spiega con l’impatto profondo che le manovre di lacrime e sangue hanno avuto sulla bilancia delle partite correnti; questa è infatti balzata da un deficit di quasi $100 miliardi nel 2008 a un surplus di quasi $300 miliardi nel 2013. Anche i paesi più in difficoltà dell’Eurozona, quelli del sud, hanno visto i conti delle partite correnti migliorare, da un deficit combinato di $300 miliardi di cinque anni fa a un lieve surplus.

Il risultato è stato che e’ l’Eurozona, nel suo complesso, che vanta il surplus delle partite correnti numero uno al mondo, superando anche la Cina, spesso accusata di manipolazione della propria valuta. accounts from a combined deficit of $300 billion five years ago to a small surplus today.

Tale svolta di quasi $400 miliardi nelle partite correnti non è stata il risultato in Europa di una “svalutazione competitiva”: l’euro rimane infatti ancora solido.

La vera ragione per il surplus risiede nella debolezza della domanda interna; una debolezza così forte che ha portato le importazioni a rimanere praticamente stagnanti nel corso degli ultimi cinque anni (con una crescita di appena 0,25% su base annua).

Di conseguenza, è l’austerity europea la vera regione per cui i mercati emergenti hanno assistito a un forte deterioramento delle loro partite correnti.
Provocando la fuga degli investitori.