L’80% degli immobili sono di proprietà delle banche

1 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – In Italia le persone preferiscono abitare in una casa di proprietà!

Questa affermazione è confermata dalla statistica: nel 1981 gli italiani che vivevano in una casa di proprietà erano il 64%, ma questa percentuale è salita all’81% nel 2012.

La domanda che mi pongo è la seguente: ma la proprietà di chi?

L’ Italia, sempre se ci rifacciamo alle statistiche disponibili, si differenzia da Eurozona, per una percentuale di indebitamento finanziario complessivo pari al 60% del reddito disponibile.

In Italia, dalle statistiche di Abi, il 62% delle aperture di credito vengono richieste per un prestito ipotecario, dunque finalizzato all’ acquisto di un’ abitazione.

I dati dimostrano che nonostante la crisi l’italiano medio cerca “stabilità e certezza” nella propria abitazione.

D’altra parte la cultura italiana è sempre stata quella del lavoro fisso (se statale o in banca ancora meglio) e casa.

Sono tante le persone nella nostra nazione pronte ad indebitarsi per 30 anni con lo scopo di avere una dimora “sicura”.

Ecco che a questo punto la mia domanda trova una risposta concreta.
Le difficili condizioni economiche nelle quali sei costretto a barcamenarti e l’impossibilità al pagamento delle rate del mutuo ha causato l’ esplosione dei pignoramenti .

Dal 2008 al 2011 i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari sono aumentati del 75% e con l’aumento del 22% nel 2012 il dato sulla quantità di immobili sottratti ai loro proprietari originari è praticamente raddoppiato.
Possiamo allora dire che la sicurezza di avere la propria casa non esiste, perché in effetti non esiste la proprietà privata.

Quando le persone accendono un mutuo per l’acquisto della propria abitazione non si rendono conto che stanno consegnando le chiavi alla banca che ha concesso il finanziamento.

Con ogni probabilità da li a poco l’istituto di “debito” e non di credito, prenderà possesso dell’immobile e ne farà ciò che vorrà. In questo periodo si sente parlare di derivati swap e Monte dei Paschi di Siena.

Certo che la notizia fa scalpore! Ma è altrettanto grave la situazione del privato che viene colpito senza pietà sino nel profondo dei propri valori.

Il contratto di mutuo ha una serie di clausole che provocano uno sbilanciamento netto a favore della banca e a danno del consumatore.
Tutti i contratti che leggiamo riportano tra le postille scritte in piccolo un articolo che recita:

“…il verificarsi di una delle ipotesi di cui all’articolo 1186 del Codice Civile, ivi compreso il prodursi di eventi tali da incidere negativamente sulla situazione patrimoniale, finanziaria od economica della Parte mutuataria . costituisce decadenza del beneficio del termine…”.

Il significato è molto semplice: al verificarsi di queste condizioni la banca può chiedere al cliente di rientrare subito del debito residuo , più gli interessi e le rate non pagate.

Quante persone ogni giorno si ritrovano a dover affrontare questo problema?
Il mercato del lavoro diventa sempre più precario anche per i dipendenti che dalla sera alla mattina si ritrovano in cassa integrazione, in mobilità e persino senza un reddito.

I costi dei beni di prima necessita sono in aumento e le tasse comprimono ogni possibilità di risparmio. E quindi?

Quante sono le persone che non si sono rese ancora conto di aver perso la casa nella quale abitano? Ecco che il titolo parla chiaro, da oggi non hai più la sicurezza, il posto fisso e la casa.

Da oggi hai capito che svendi il tuo tempo tutti i giorni, per pagare i debiti contratti per un bene che non è nemmeno tuo.
Ecco che ti viene in soccorso la legge, la stessa legge che sembrava mettere i bastoni fra le ruote.
Si, perché quello che ho appena descritto è il quadro raccontato come vogliono che sia esposto e non per come è veramente.
In questi giorni il centro dell’attenzione è stato volutamente spostato sui derivati e su Monte dei Paschi di Siena.

A breve ci saranno le elezioni politiche e tu credi che questa notizia sia stata messa li a caso in un momento come questo?
Il mondo è manipolato, la società nella quale viviamo è influenzata da chi ha interesse a far si che il comportamento di ognuno di noi risponda a certe regole, consuetudini.
Le persone lavorano 8-10 ore al giorno, vanno a fare la spesa, tornano a casa e domani ancora, ancora e ancora.

Debiti che ti legano alla sicurezza della casa e dopo il week end si ricomincia.

E’ l’intero sistema che imploderà.

Il problema non è MPS, ma tutto il sistema bancario.

Il problema non è il singolo partito, ma tutta la politica.

Il problema è che tu dovresti pensare alla tua economia, alla tua famiglia e al tuo patrimonio.

Se proteggi quello che hai nessuno potrà scalfire quella barriera che avrai eretto nei confronti di chi vuole gestire la tua vita e allora sarai veramente sicuro.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Soluzione Crisi – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

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