Jens Weidmann, il falco della BCE lascia la Buba

20 Ottobre 2021, di Alessandra Caparello

Dopo dieci anni alla guida della Bundesbank  a Francoforte, la banca centrale della Germania, la prima economia della zona euro, il presidente Jens Weidmann ha rassegnato le sue dimissioni. Un annuncio a sorpresa che è arrivato direttamente sulla scrivania del presidente della Repubblica federale Frank-Walter Steinmeier a cui il falco ha chiesto di essere sollevato dal suo incarico alla fine dell’anno.

«Sono giunto alla conclusione che più di dieci anni sono un buon momento per iniziare un nuovo capitolo, per la Bundesbank e anche per me personalmente».

Cos il falco avrebbe scritto in una lettera ai suoi dipendenti.

L’ambiente nel quale operiamo è cambiato radicalmente e i compiti della Bundesbank sono cresciuti. La crisi finanziaria, la crisi del debito sovrano e adesso la pandemia hanno portato a decisioni in politica e nella politica monetaria che avranno effetti duraturi». E’ sempre stato importante per me che si potesse sentire chiaramente la voce della Bundesbank orientata alla stabilità (…) La riorganizzazione della supervisione bancaria in Europa ha portato a nuove strutture di vigilanza totalmente nuove, e ha rafforzato il ruolo della Bundesbank».

Dopo essersi più volte opposto all’impegno del Parlamento europeo a mantenere i tassi di interesse ai minimi storici fino a quando l’inflazione non si stabilizzerà al 2%, Weidmann ha ribadito che l’Istituto centrale non dovrebbe perdere di vista il rischio che i prezzi possano salire troppo velocemente.

“Sarà cruciale non guardare unilateralmente ai rischi deflazionistici, ma non perdere di vista nemmeno i potenziali pericoli inflazionistici”, ha affermato nella sua dichiarazione di oggi.

Anche nell’ultima riunione della Bce, quella che ha di fatto garantito che i tassi resteranno bassi a lungo, Weidmann non ha fatto mistero della sua posizione contraria. Parlando con la Frankfurter Allgemeine, il presidente della Bundesbank aveva spiegato che tenere i tassi d’interesse bassi troppo a lungo è rischioso e l’inflazione potrebbe raggiungere, in Germania, il 5% entro fine anno.

La Bce “non dovrebbe trascurare i rischi di un’inflazione” in forte crescita anche se “la politica monetaria accomodante resta appropriata” in questa fase (…) Il programma di acquisti di titoli pubblici e privati della Bce per contrastare la crisi pandemica (Pepp) “deve essere ridotto in maniera graduale, passo a passo e non improvvisamente” una volta che l’emergenza è finita ma vista l’incertezza non possiamo “determinarlo con largo anticipo”.

La dichiarazione di Christine Lagarde

Ecco quando afferma in un comunicato la presidente della Bce Christine Lagarde in riferimento alla decisione del presidente della Bundesbank di lasciare il suo incarico il 31 dicembre.

“Rispetto la decisione di Jens Weidmann di dimettersi dalla sua posizione di presidente della Deutsche Bundesbank alla fine di quest’anno dopo oltre 10 anni di servizio, ma me ne rammarico anche immensamente. Jens è un buon amico personale sulla cui lealtà ho sempre potuto contare”.
“Essendo il membro più longevo del Consiglio direttivo aveva un’esperienza senza pari che era sempre pronto a condividere. Negli ultimi due anni abbiamo costruito una relazione molto forte e produttiva basata sul nostro impegno congiunto a promuovere l’unità europea, adempiere al mandato di stabilitàdei prezzi della Bce, aiutare l’economia dell’area dell’euro durante la crisi senza precedenti causata dal coronavirus e stabilizzare l’economia globale scossa dagli effetti della pandemia. Sebbene Jens avesse opinioni chiare sulla politica monetaria, sono sempre rimasto colpita dalla sua ricerca di un terreno comune nel Consiglio direttivo, dalla sua empatia per i suoi colleghi dell’Eurosistema e dalla sua volontà di trovare un compromesso”.
Uno dei tanti momenti in cui ciò è diventato evidente è stato durante il nostro lavoro sulla revisione della strategia, dove ha contribuito in modo significativo al successo dell’accordo unanime in seno al Consiglio direttivo. Mi mancherà Jens e il suo approccio sempre costruttivo e di buon umore in tutte le nostre discussioni”.

Jens Weidmann: chi è

Economista tedesco, nato a  Solingen nel 1968, dopo aver ultimato gli studi in economia, Jens Weidmann è stato ricercatore presso l’Institute for International Economic Policy dell’Università di Bonn (1994-97) ed economista al Fondo monetario internazionale (Washington 1997-99).
Segretario generale del Consiglio tedesco degli esperti economici (1999-2003), Weidmann è stato a capo della Divisione analisi e politica monetaria della Deutsche Bundesbank (2003-06) e ha guidato il Dipartimento per la politica economica e fiscale presso l’ufficio del Cancelliere federale (2006-11). Dal maggio del 2011 è governatore della Banca centrale tedesca e membro del Comitato direttivo della BCE.  Oggi la dimissioni dopo dieci anni di mandato.