Iva: Italia maglia nera per evasione, in UE perdita di 4mila euro al secondo

6 Dicembre 2021, di Alessandra Caparello

E’ un triste primato quello che registra l’Italia che si colloca al primo posto in UE per evasione dell’Iva.  Così emerge da un recente studio della Commissione europea secondo cui gli Stati membri dell’UE nel 2019  si stima che abbiano perso 134 miliardi di euro di entrate provenienti dall’imposta sul valore aggiunto (IVA).

Questa cifra – ricorda la Commissione – rappresenta le entrate perse a causa della frode e dell’evasione dell’IVA, delle pratiche di elusione e ottimizzazione dell’IVA, dei fallimenti e delle insolvenze finanziarie nonché di errori di calcolo ed amministrativi. Sebbene sia impossibile evitare alcune perdite di gettito, un’azione decisiva e risposte politiche mirate potrebbero davvero fare la differenza, in particolare per quanto riguarda le infrazioni.

La perdita di gettito IVA ha un impatto estremamente negativo sulla spesa pubblica per beni e servizi pubblici da cui dipendiamo tutti, come scuole, ospedali e trasporti. L’IVA non percepita potrebbe anche essere utile nello sforzo degli Stati membri per coprire il debito contratto durante la ripresa iniziale dalla pandemia della COVID-19 o per potenziare le loro ambizioni in materia di finanziamenti per il clima.

Evasione Iva: la situazione in UE

In termini nominali, il divario IVA nell’UE è diminuito di quasi 6,6 miliardi di €, per assestarsi a 134 miliardi di € nel 2019, registrando un netto miglioramento rispetto alla diminuzione dell’anno precedente, pari a 4,6 miliardi di €. Sebbene il divario IVA complessivo sia migliorato tra il 2015 e il 2019, non sono ancora note la piena portata della pandemia di COVID-19 sulla domanda dei consumatori né, di conseguenza le entrate IVA nel 2020.

Nel 2019 la Romania ha registrato il più elevato divario nazionale dell’IVA, con il 34,9 % delle entrate IVA mancanti nel 2019, seguita dalla Grecia (25,8 %) e da Malta (23,5 %). I divari più ridotti sono stati osservati in Croazia (1,0 %), Svezia (1,4 %), e Cipro (2,7 %). In termini assoluti, gli ammanchi di gettito IVA più elevati sono stati registrati in Italia (30,1 miliardi di €) e in Germania (23,4 miliardi di €).

Nella maggior parte degli Stati membri, la variazione assoluta annua del divario dell’IVA è stata inferiore a 2 punti percentuali. Nel complesso, la quota del divario dell’IVA è diminuita in 18 Stati membri. Oltre Croazia e Cipro, le diminuzioni più significative del divario dell’IVA si sono verificate in Grecia, Lituania, Bulgaria e Slovacchia (tra -3,2 e -2,2 punti percentuali in questi quattro paesi). Svezia, Finlandia ed Estonia hanno ottenuto risultati positivi sotto un diverso punto di vista: in questi paesi, da anni le autorità fiscali sono riuscite a limitare la perdita di gettito IVA a meno del 5 % dell’IVA dovuta. Gli aumenti maggiori del divario dell’IVA sono stati osservati a Malta (+ 5,4 punti percentuali), in Slovenia (+ 3 punti percentuali) e in Romania (+ 2,3 punti percentuali).

Paolo Gentiloni, Commissario per l’Economia, ha dichiarato:

Nonostante la tendenza positiva registrata negli ultimi anni, il divario dell’IVA continua a destare grande preoccupazione, soprattutto in considerazione dell’enorme fabbisogno di investimenti che i nostri Stati membri dovranno affrontare nei prossimi anni. Le cifre di quest’anno corrispondono a una perdita superiore a 4000 € al secondo. Si tratta di perdite inaccettabili per i bilanci nazionali, e costringe i cittadini e le imprese a recuperare il disavanzo con altre imposte per finanziare servizi pubblici fondamentali. Dobbiamo compiere uno sforzo congiunto per reprimere le frodi in materia di IVA, un reato grave sottrae denaro dalle tasche dei consumatori, pregiudica il nostro sistema assistenziale e impoverisce le casse degli Stati.”

Le azioni future in programma

Il divario dell’IVA è importante sia per l’UE che per gli Stati membri, in quanto l’IVA rappresenta un contributo rilevante per i bilanci dell’UE e nazionali.

La Commissione europea ha aiutato gli Stati membri a collaborare meglio nell’ambito della rete “Euroisc”, composta da funzionari nazionali dei 27 Stati membri e della Norvegia. Dal 2019 i membri della rete utilizzano attivamente lo strumento di analisi della rete delle operazioni (Transaction Network Analysis — TNA) finanziato dall’UE per scambiare rapidamente e trattare congiuntamente i dati sull’IVA, consentendo di individuare automaticamente in una fase molto più precoce le frodi IVA transfrontaliere. Nel 2022 la Commissione presenterà inoltre proposte legislative per modernizzare ulteriormente il sistema IVA, compreso il rafforzamento di Eurofisc.

Cos’è l’IVA e cos’è il divario IVA?

Come precisa la stessa Commissione europea, l’imposta sul valore aggiunto (IVA) è un’imposta sul consumo applicata alla maggior parte dei beni e servizi consumati nell’UE. L’imposta viene riscossa sul “valore aggiunto” al prodotto in ogni fase della produzione e della distribuzione. Questo significa che l’IVA viene applicata quando le imprese con partita IVA vendono ad altre imprese (B2B) o al consumatore finale (B2C). L’IVA è intesa come “neutrale”, nel senso che le imprese sono in grado di recuperare qualsiasi IVA che pagano su beni o servizi. In definitiva, il consumatore finale dovrebbe essere l’unico ad essere effettivamente tassato. Alle imprese viene dato un numero di identificazione IVA e devono mostrare l’IVA addebitata ai clienti sulle loro fatture.

Il sistema di questa imposta nell’UE è regolato da un quadro giuridico comune: la direttiva IVA. Ogni Stato membro è responsabile della trasposizione di queste disposizioni nella legislazione nazionale e della loro corretta applicazione nel suo territorio. La Commissione è responsabile della corretta applicazione della direttiva IVA. Inoltre, questa imposta non contribuisce solo ai bilanci nazionali, ma è anche una fonte di entrate per il bilancio dell’UE. È quindi fondamentale lavorare per migliorare la riscossione dell’IVA e ridurre il VAT Gap.

Il divario IVA è la differenza tra il gettito IVA previsto (o “VAT Total Tax Liability” – VTTL) e l’importo effettivamente raccolto, in termini assoluti o percentuali.