Italiani oppressi dalle tasse. Ma quando arriveranno i tagli alle spese?

13 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – E’ pronto il programma di lavoro del commissario alla revisione della spesa, Carlo Cottarelli, che ha inviato al Comitato interministeriale per la spending review il suo piano di lavoro. Il commissario straordinario è arrivato al Tesoro da venti giorni ma ha trasmesso il proprio programma di lavoro entro il termine prescritto dalla decreto legge istitutivo. Il programma di lavoro “reca gli obiettivi e gli indirizzi metodologici dell’attività di revisione della spesa pubblica” e prevede che il Comitato interministeriale per la revisione della spesa si riunirà nei prossimi giorni per esaminarlo. Successivamente il piano sarà trasmesso alle Camere.

Si cerca di evitare la logica delle riduzioni lineari

I tagli verranno fatti con il cesello, analizzando le criticità comparto per comparto, per superare la logica delle riduzioni lineari che è stata la via più facile nei tanti momenti di emergenza degli ultimi anni. L’attuale governo “è nella condizione ideale per attaccare il problema della spesa pubblica perché in un governo di larghe intese ciascuno taglia un po’ la spesa degli altri”, ha detto Piero Giarda, che aveva messo a punto durante il governo Monti un dossier proprio sulla spesa pubblica, base di partenza anche per il lavoro di Cottarelli. E infatti tra i primi incontri del commissario c’è stato proprio quello con l’ex ministro Giarda.

Governo osservato speciale anche dalla Corte dei conti

“Ci aspettiamo dei tagli selettivi e rimessi alle stesse amministrazioni che hanno padronanza della visione delle loro esigenze e delle loro disponibilità e delle esigenze dei cittadini in termini di servizi”, ha evidenziato il presidente emerito della Corte dei conti Luigi Giampaolino. La spesa pubblica ammonta alla macrocifra di ottocento miliardi di euro ma una parte non è intoccabile. Tra i settori maggiormente sotto i fari c’è la sanità e l’attesa è per un’accelerazione per i cosiddetti costi standard. Ma nel mirino anche le tante municipalizzate, le consulenze, l’utilizzo degli immobili pubblici. Un ruolo primario dovrebbe essere giocato anche dalla razionalizzazione e centralizzazione degli acquisti attraverso la Consip.

Obiettivo: tagli per 10 miliardi in 3 anni

L’obiettivo finanziario della spending review non è stato quantificato anticipatamente ma potrebbe essere quello di mettere in cantiere tagli per oltre dieci miliardi di euro in tre anni. Questa è infatti la cifra necessaria, tra il 2015 e il 2016, per evitare maxitagli agli sconti fiscali già decisi nella legge di stabilità all’esame del Parlamento.

Al momento comunque la quantificazione vera e propria degli effetti della spending review nello stesso ddl stabilità è cauta: seicento milioni di euro nel 2015 e 1,3 miliardi di euro a decorrere dall’anno 2016. In ogni caso alcuni risultati dovranno essere raggiunti già nel breve periodo, nel 2014; si guarda infatti proprio ai tagli di spesa per finanziare un ampliamento degli sgravi fiscali. “Cruciale” è infatti la parola usata più volte in questi giorni dal ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni per indicare il processo in corso di revisione della spesa. (Rainews)