Italiani: 5 milioni in fuga dal fisco, molti nei paradisi della ‘lista nera’

22 Maggio 2017, di Daniele Chicca

Quest’anno il numero di italiani e pensionati espatriati, in cerca di un fisco meno aggressivo, è destinato a superare i 5 milioni dopo aver sfiorato tale cifre nel 2016. Molti di questi hanno deciso di spostare la loro residenza in paradisi fiscali come Malta, che viene anche definita la “Panama d’Europa“.

Nell’isola del Mediterraneo ex colonia britannica si sono trasferiti il 30% in più di italiani. Gli iscritti all’Aire erano poco meno di 5 milioni a fine 2016, con un aumento del 3,38% rispetto ai 4,8 milioni del 31 dicembre 2015 e del 7,27% rispetto agli oltre 4,6 milioni del 2014, ma i dati raccolti nei primi mesi del 2017 dicono che il superamento del tetto dei 5 milioni è inevitabile. A scappare sono giovani in cerca di lavoro oppure pensionati in cerca di condizioni migliori e maggiore dignità.

Tra le altre mete più richieste per chi vuole un mercato del lavoro più dinamico o per chi è alla ricerca di una tassazione più favorevole, oltre a Malta spiccano il Portogallo, che visto una crescita del 17% degli italiani residenti, in particolare pensionati, l’Irlanda, l’Albania e il Qatar. I dati sono quelli pubblicati dall’Aire, l’Anagrafe italiana dei residenti all’estero.

“Mettendo a confronto i dati Istat con quelli di alcuni istituti statistici stranieri – si legge su Libero Quotidiano – è chiaro che i numeri, pur impressionanti sono probabilmente sottostimati. La somma dei soli arrivi in Germania e Gran Bretagna supera in un anno campione (il 2015) di 28 mila il dato delle cancellazioni di residenza per tutti i paesi del mondo, registrato dall’Istat”.

Questa discrepanza tra i dati ufficiali e quelli stimati risiede nel fatto che molti italiani decidono di non iscriversi ufficialmente all’Aire. Vuoi per convenienza, vuoi perché le circostanze non lo permettono. Per votare e sbrigare altre faccende burocratiche si deve tornare in patria, ma in certi casi è una situazione preferibile al trasferimento definitivo della residenza. Per un giovane con un impiego occasionale, per esempio. Inoltre, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, spostare la residenza all’estero comporta limiti e restrizioni notevoli.

Fisco, come spostare la residenza all’estero

Innanzitutto possono iscriversi all’Aire solo i cittadini che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori ai 12 mesi. Chi se ne vuole andare dall’Italia definitivamente deve infatti rispettare, come puntualizza Italia Oggi, “stringenti limiti, che la legge, la prassi e la giurisprudenza hanno ristretto nel tempo al fine di evitare abusi. L’articolo 2, comma 2-bis del Tuir considera residenti in Italia i cittadini italiani iscritti all’Aire che si trasferiscono in un paese black list“.

Tra le ragioni principali che spingono gli italiani a lasciare il paese ci sono problemi di natura professionale, ma anche una nuova pianificazione fiscale. I controlli dell’Agenzia delle Entrate si sono intensificati negli ultimi tempi per cercare di scovare i casi di trasferimento fittizio della residenza di chi intende scappare alle grinfie del fisco. In Italia la pressione fiscale complessiva  tocca il 64,8% contro il 40,6% della media europea.

Proprio la settimana scorsa il Fisco ha annunciato una stretta nelle verifiche sulle posizioni fiscali per chi risiede all’estero. Bisogna quindi fare attenzione se non si vuole incorrere in accertamenti fiscali indesiderati. Per essere considerati residenti imponibili all’estero serve abitare ed esercitare un’attività fuori dall’Italia per più di 183 giorni l’anno e dimostrare di avere altrove la sede dei propri affari e interessi. In caso di una verifica bisognerà fornire la documentazione relativa.

Come spiega Il Giornale spostare la residenza in un paradiso fiscale non è per nulla facile. “Per trasferirsi a Malta servono requisiti chiari. Infatti le norme nel tempo sono diventate più stringenti per evitare che questi trasferimenti possano diventare vere e proprie fughe dal fisco italiano. E così ad esempio chi si trasferisce in paesi della black list viene comunque considerato residente in Italia”.

Tra i paradisi fiscali la stessa Panama ha visto un incremento delle presenze italiane nel 2016 (+14% rispetto al 2015). È probabile però che presto questo flusso possa invertirsi, secondo il quotidiano. La manovra prevede infatti un regime di favore per i cosiddetti residenti non domiciliati, italiani e stranieri che residenti all’estero decidono di spostare gli affari in Italia.

“Verrà riconosciuta un’imposta fissa sui redditi dall’estero di 100 mila euro. Infine in quest fuga all’estero non vanno dimenticati tutti quei pensionati, circa 500mila, che cercano riparo in altri Paesi. Stati in cui, come ha ricordato più volte Il Giornale, la pensione di fatto vale doppio. In tanti infatti hanno deciso di spostarsi in Spagna, Portogallo, Malta, Bulgaria. Ma anche ad esempio Australia e Nuova Zelanda, Filippine e Thailandia”.