Italia promossa nelle quote rosa, Francia e Spagna rimandate

27 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Rallenta il trend delle quote rose in Europa, ma non in Italia grazie soprattutto all’appoggio del governo Renzi. E’ quanto sottolinea un report di Credit Suisse sulle quote di genere per l’anno 2014, nel quale si evidenzia la preoccupazione di un rallentamento del trend nel Vecchio Continene.

“In questo report abbiamo rivisto i livelli di diversificazione di genere per l’anno 2014, e abbiamo scoperto che mancano ancora 400 donne in posizioni di rilievo nelle aziende europee per raggiungere le quote stabilite. Ci sembra che le aziende stiano lasciandosi sfuggire le opportunità di migliorare il proprio business, che avevamo ipotizzato nel nostro studio CS Gender 3000: Women in Senior Management, in cui si indicava chiaramente che una maggiore presenza di donne nei management delle società premiava con maggiori ROE e migliori performance di mercato”.

Discorso diverso per l’Italia che, come si legge nello studio: “ha quadruplicato il proprio livello di diversificazione in posizioni apicali dal 2010 e il livello di presenza femminile nelle società del Mib si attesta al 23,3% . Riteniamo che un ruolo importante sia stato giocato anche dall’impronta segnata dal governo Renzi, che vanta una forte presenza femminile in ruoli centrali sia al Governo che nelle società a partecipazione pubblica. Il numero delle donne manager in posizione di rilievo in Italia è passato da 88 nel 2013 a 119 nel 2014, un trend guidato da società come Enel e Eni che sono passate dal non avere donne in consiglio ad averne 3. Telecom Italia, invece, è passata da 1 a 5 membri femminili nel board.

Nonostante il miglioramento, comunque, c’è ancora strada da percorrere per raggiungere il target del 33% previsto per il 2015. “In Italia, storicamente, le aziende a conduzione familiare hanno una maggiore presenza femminile, solitamente membri della famiglia, anche per questo il raddoppio del numero delle donne nei board delle società a partecipazione pubblica è impressionante.

Rimandate invece Francia e Spagna. “Vediamo che la presenza femminile nei board continua a migliorare, ma il ritmo si è ridotto. Ai tassi attuali, la Francia mancherà il suo obiettivo per il 2017”. Madrid dal canto suo “ha ancora un po’ di strada da percorrere, per raggiungere la sia quota del 40%, che vorrebbe dire 121 donne manager nei consigli dell’IBEX. Sembra difficile che questo si possa verificare in tempo per la deadline iniziale del primo trimestre 2015. Solo Red Electrica al momento ha raggiunto la quota”. (mt)