Italia: profonda fase recessiva. Pil -2,8% in quarto trimestre

11 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Nel quarto trimestre del 2012 l’economia italia ha subito una contrazione -0,9% su base mensile e -2,8% su base annua. Intanto il mercato del lavoro langue: risultato con un’occupazione solo poco più di tre giovani su 10. Reddito delle famiglie calato -5% in 4 anni. Ben 6,7 milioni versano in condizioni economiche gravi.

Secondo quanto riportato dall’Istat, la variazione acquisita per il 2013 è pari a -1%. Da segnalare che il quarto trimestre del 2012 ha avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e una in più rispetto al quarto trimestre del 2011.

Diminuzioni significative sono state registrate nei principali sottoindici, con flessioni -0,5% per i consumi finali nazionali e dell’1,2% per gli investimenti fissi lordi. Le importazioni sono diminuite dello 0,9% e le esportazioni sono aumentate dello 0,3%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 0,6 punti percentuali alla crescita del prodotto interno lordo, con contributi di -0,4 punti dei consumi delle famiglie e di -0,2 punti degli investimenti fissi lordi. La variazione delle scorte ha contribuito negativamente alla variazione del pil per 0,7 punti percentuali.

L’apporto della domanda estera netta e’ stato, invece, positivo per 0,4 punti percentuali. Il valore aggiunto ha registrato variazioni congiunturali negative per l’industria (-2,2%) e per i servizi (-0,3%), mentre e’ aumentato dello 0,6% nell’agricoltura. In termini tendenziali, il valore aggiunto e’ calato in tutti i settori: -7,3% l’agricoltura, -6,3% le costruzioni, -4,1% l’industria in senso stretto e -1,6% i servizi.

L’economia italiana, in sintesi, continua ad arrancare e in questo contesto, con il caos politico che ci si mette ora di mezzo, risulta difficile per gli italiani riuscire a credere a quella ripresa dell’Eurozona che, secondo quanto ha ripetuto più volte Draghi, dovrebbe arrivare verso la fine dell’anno. Tanto più che le tasse hanno eroso in modo sensibile il potere di acquisto dei cittadini.

Dopo il successo del Movimento 5 Stelle alle ultime elezioni non ci si deve allora stupire se a marzo si e’ registrato dato peggiore sul fronte della fiducia dei cittadini verso le istituzioni riguarda i partiti politici: la media, in un’ipotetica pagella su una scala da 0 a 10, si ferma al 2,3. Voti bassi anche per la fiducia verso il Parlamento (3,6), le amministrazioni locali (4) e la giustizia (4,4). Lo rileva il rapporto Bes Istat-Cnel.